Alicante tra centro storico e mare – Giorno 2
Concattedrale di San Nicola, Municipio, Basilica di Santa Maria, Barrio storico e Albufereta: una giornata tra storia, cultura e relax
Il secondo giorno ad Alicante è iniziato con la voglia di conoscere meglio il cuore della città. Dopo aver trascorso il primo giorno tra la spiaggia del Postiguet e l’Explanada, questa volta abbiamo deciso di dedicarci soprattutto al centro storico, alle sue piazze e agli edifici che raccontano la storia di Alicante.

Abbiamo iniziato la nostra passeggiata da Calle Labradores, una delle strade più caratteristiche del centro, e da qui ci siamo addentrati lentamente tra vicoli e palazzi storici.

Tra chiese, musei, antiche mura e qualche pausa per mangiare, abbiamo scoperto un lato di Alicante molto diverso da quello visto il giorno precedente.

Il centro storico di Alicante
Questa parte della città va assaporata senza un programma troppo rigido. Alicante dà il meglio quando si cammina senza guardare continuamente la mappa, lasciandosi attirare da una piazza, da una facciata colorata o dal profumo che arriva da una cucina.

Partendo dal nostro alloggio, per raggiungere Calle Labradores abbiamo attraversato Carrer San Francisco, una delle vie più curiose e riconoscibili del centro di Alicante.

La strada è conosciuta anche come la “via dei funghi” per le grandi sculture colorate a forma di fungo, ispirate ad “Alice nel paese delle meraviglie”, che si trovano lungo il percorso. È una di quelle piccole sorprese che si incontrano camminando per la città e che rendono piacevole anche il semplice tragitto verso una nuova tappa.

Dopo questa breve passeggiata tra i funghi di Carrer San Francisco, abbiamo proseguito verso Calle Labradores, da dove è iniziata la nostra esplorazione del centro storico di Alicante partendo dal civico 15 dove spicca Palazzo Portalet costruito intorno alla metà del XVIII secolo.

Il palazzo deve il suo nome proprio alla sua posizione, all’angolo tra Calle Labradores e l’antica Calle Portalet de Capuchinas, oggi conosciuta come Calle Santo Tomás.

Il termine Portalet fa riferimento a una delle antiche porte che si aprivano nelle mura della città. Questa porta si trovava alla fine della strada e conduceva direttamente al Convento delle Cappuccine (Capuchinas), oggi non più esistente.

Il nome del palazzo conserva quindi la memoria di un’antica parte della città e della sua struttura urbana, quando le strade erano ancora strettamente legate alle mura e agli edifici religiosi che caratterizzavano Alicante.
Tra chiese e piazze
Proseguendo arriviamo alla Concattedrale di San Nicolás, uno degli edifici religiosi più importanti di Alicante. L’esterno, piuttosto austero, riflette lo stile herreriano, mentre entrando si scopre un ambiente più ricco e decorato.

Un particolare che merita attenzione è la Porta Nera, realizzata in marmo scuro e legata alla configurazione originaria della chiesa.

La Concattedrale è inoltre una delle poche costruzioni del centro storico che riuscirono a sopravvivere ai bombardamenti del 1691, e questo la rende ancora più significativa all’interno del nostro percorso.
Proseguiamo verso l’Ayuntamiento (Municipio), nel cuore del centro storico, situato nell’omonima piazza dove ci fermiamo in un bar per una colazione veloce

Il Municipio che vediamo oggi risale al XVIII secolo, dopo che il precedente edificio venne distrutto durante i bombardamenti del 1691.

All’entrata (gratuita) ci fermiamo davanti alla statua di San Giovanni Battista di Salvador Dalí, un dettaglio che colpisce subito e che introduce in modo originale alla visita.

Saliamo al primo piano per visitare la Sala Blu, un ambiente elegante che venne preparato in occasione della visita della regina Isabella II, arrivata ad Alicante per l’inaugurazione della linea ferroviaria da Madrid.
Usciti dal Municipio, non dobbiamo fare molta strada per arrivare alla Ciudad Descubierta. Qui la storia non è raccontata soltanto attraverso pannelli o oggetti, ma è letteralmente sotto i nostri piedi.

Possiamo osservare i resti di alcune abitazioni distrutte nel bombardamento del 1691 e ciò che rimane delle antiche mura medievali. Passeggiando all’interno dell’area si riconosce anche il percorso di una delle prime strade della Alicante moderna. Ingresso gratuito.

È una tappa che ci aiuta a immaginare com’era la città prima delle trasformazioni successive e a capire quanto gli eventi del passato abbiano modificato il volto di Alicante.
Facciamo poi una piccola deviazione per visitare il Museu de Belenes, ospitato in una tipica casa del centro storico ma purtroppo è chiuso.

Poco distante si trova il convento de Las Monjas lasciato vuoto dal 2019 dopo il trasferimento delle suore agostiniane di clausura che vi risiedevano. Si può comunque ammirare la sua architettura del XVII secolo e la caratteristica cupola camminando nel centro storico.

Una pausa tapas
La fame si fa sentire così decidiamo di tornare verso un bar che poco prima aveva attirato la nostra attenzione, D’Tablas.

Locale caratteristico dove ordini da bere e il personale passa tra i tavoli con vassoi di tapas di ogni tipo che puoi decidere di prendere oppure no. Alla fine contano i vassoietti vuoti e paghi solo quello che hai consumato.

Sazi proseguiamo in direzione Basilica di Santa Maria, la chiesa più antica di Alicante, edificata nel XIII secolo sulle fondamenta di un’antica moschea, in stile gotico.

Dopo un incendio nel XV secolo venne ricostruita. L’attuale facciata presenta caratteristiche barocche e ospita una statua della Madonna dello scultore Juan Bautista Borja. Ingresso a pagamento.

Sulla stessa piazza si trova il MACA, Museo di arte contemporanea. Continuiamo verso Plaça del Pont e arriviamo al Museo de Aguas (ingresso gratuito) una visita che permette di scoprire un aspetto della vita quotidiana di Alicante che spesso passa inosservato: il problema dell’acqua.

Qui possiamo capire come la città abbia raccolto e conservato l’acqua nel corso dei secoli e visitare i Pozzi di Garrigós, grandi cisterne utilizzate per raccogliere l’acqua piovana e quella proveniente dallo scioglimento della neve.

Ci ha colpito la loro funzione come rifugio in momenti di pericolo. Gli stessi spazi che servivano alla vita quotidiana diventarono luoghi in cui gli abitanti cercavano protezione durante i bombardamenti e, successivamente, durante la Guerra Civile spagnola.
Dalla città al mare: Albufereta
Per oggi basta cultura…. Ritorniamo verso il lungomare e decidiamo di andare a piedi alla spiaggia di Albufereta per scoprire altri punti di interesse. Tranquilli, se non avete voglia di fare la lunga camminata potete prendere il bus 22 (biglietto 1.45 euro).

Qui l’atmosfera è più rilassata rispetto al Postiguet. La spiaggia permette di vivere il Mediterraneo con un ritmo diverso, lontano per qualche ora dal movimento del centro storico.

Dopo esserci rilassati in spiaggia, ci rimettiamo in moto per raggiungere l’area archeologica di Lucentum Tossal de Manises, distante dalla spiaggia un quarto d’ora a piedi. (biglietto di ingresso 3 euro).

L’area archeologica è collegata al MARQ, il Museo Archeologico di Alicante. È un luogo che merita un approfondimento a parte, sia per la sua importanza storica sia per il modo in cui permette di entrare in contatto diretto con il passato di questo territorio.

Proprio per questo abbiamo scelto di dedicare all’area archeologica e al MARQ un articolo specifico, nel quale raccontiamo più nel dettaglio la visita, ciò che abbiamo visto e le particolarità del sito.

Con la stanchezza che inizia a farsi sentire, torniamo verso il centro (in bus questa volta) per una doccia e una meritata cena.

La giornata si è conclusa così, tra buon cibo e qualche chiacchiera, pronti a scoprire il giorno successivo uno dei simboli indiscussi della città. Perché il terzo giorno ci aspetta una salita speciale, quella verso il Castello di Santa Bárbara.
Un ringraziamento speciale
Prima di chiudere questo racconto ci teniamo a ringraziare il Patronato Turismo y Playas – Alicante City Tourist Board per l’accoglienza, la disponibilità e il supporto durante il nostro viaggio ad Alicante.
Un grazie speciale anche a Rubén Marín Soriano Public Services Coordinator at Fundación C.V. MARQ, per la disponibilità e per aver contribuito a farci conoscere più da vicino il patrimonio archeologico e culturale di Alicante.
© Testo e foto Style&Sport Magazine






































