Viaggio a New York passo dopo passo – Terza Parte
Roosevelt Island, Little Island, la High Line e molto altro ci attendono in una nuova giornata tra scorci spettacolari e angoli sorprendenti della city
Il quarto giorno a New York è iniziato con la visita alla Grand Central Terminal, uno dei luoghi più iconici della città. Tra il continuo movimento dei pendolari e il famoso soffitto stellato della sala principale, la stazione è sicuramente un luogo da visitare.

Grand Central Terminal, il cuore monumentale dei trasporti di New York
Spesso chiamata, impropriamente, Grand Central Station, questa straordinaria stazione ferroviaria è molto più di un semplice snodo dei trasporti: è un simbolo della città, un capolavoro architettonico e un pezzo vivente della storia di Manhattan.

Inaugurato nel 1913, il terminal si trova nel cuore di Midtown Manhattan, all’incrocio tra la 42ª strada e Park Avenue, uno dei punti più centrali e trafficati di New York.

Basta varcare l’ingresso e arrivare nell’atrio principale per capire perché. L’enorme spazio centrale, con il continuo flusso di persone che attraversa il pavimento di marmo, crea una scena quasi cinematografica.

Non è un caso che Grand Central sia stata scelta come ambientazione per numerosi film: la sua atmosfera solenne e dinamica allo stesso tempo rappresenta perfettamente l’energia di New York.

Il motivo per cui il Grand Central Terminal appare così spesso nei film è semplice: il suo Main Concourse, con il soffitto decorato a costellazioni e l’orologio centrale in ottone, è uno degli interni più spettacolari e riconoscibili di tutta New York. Ma c’è una curiosità: la mappa del cielo è specchiata, cioè rappresentata al contrario. Secondo alcuni storici si tratta di un errore del pittore; secondo altri la volta rappresenterebbe il cielo visto da Dio, quindi dall’esterno della sfera celeste.

Con i suoi 44 marciapiedi e 67 binari, distribuiti su due livelli, il Grand Central Terminal è la stazione ferroviaria più grande del pianeta. Visitarlo è una tappa quasi obbligata per chi vuole cogliere l’essenza della metropoli. L’intero complesso si estende su circa 19 ettari, una vera e propria città sotterranea in continuo movimento.

Anche gli ascensori sono iconici… salirci è come essere catapultati in un set cinematografico!

Lasciata la stazione ci avviamo verso il Roosevelt Island Tramway. Prima però facciamo una tappa da Trader Joe’s, un mercato propio sotto il Queensboro Bridge.

Vi consiglio però di dare anche uno sguardo al Queensboro Bridge. Non sarà famoso come il ponte di Brooklinuno dei ponti più antichi di New York che venne costruito per collegare Manhattan al Queens.

Ed eccoci al Roosevelt Island Tramway, la funivia che collega l’isola a Manhattan, correndo parallelamente al Queensboro Bridge.

Entrata in funzione nel 1976, è stata per trent’anni l’unica funivia aerea degli Stati Uniti, quando è stata inaugurato il Portland Aerial Tram nella città di Portland. Ad oggi sono le sole funivie presenti in Nord America. Il percorso della Roosevelt Island Tramway è breve, ma offre viste spettacolari.!

Dopo aver attraversato l’East River, raggiungiamo Roosevelt Island, una piccola isola tranquilla da cui si può ammirare Manhattan da una prospettiva completamente diversa.

Roosevelt Island, una pausa sospesa
Roosevelt Island è una parentesi silenziosa nel mezzo del viaggio. Raggiungerla in funivia è già un’esperienza che vale la deviazione.

La piccola isola sull’East River, sospesa tra Manhattan e Queens, spesso è trascurata dai grandi flussi turistici ma vi consiglio di esplorarla, vi sorprenderà!

Tranquilla, verde e ricca di scorci suggestivi, rappresenta una pausa ideale dal ritmo frenetico di New York. È lunga poco più di 3 km quindi è possibile percorrerla in tutta la sua lunghezza. Iniziamo il nostro giro andando verso Sud.

Entriamo al Southpoint Park: ampi prati, giardini, viste spettacolari sul lungomare e tanta fauna!
Tra le prime costruzioni vedrete lo Strecker Memorial Laboratory, edificio storico costruito nel 1892 per servire come laboratorio per il City Hospital.

Proseguendo arriverete al FDR Hope Memorial, un luogo che va oltre la semplice celebrazione storica e si propone come simbolo di inclusione, diritti e resilienza.

La scultura, opera dell’artista Meredith Bergmann., raffigura Roosevelt accanto a una bambina con disabilità, un’immagine potente che richiama i valori dell’inclusione e dell’uguaglianza. Della stessa scultrice “Women’s Rights Pioneers Monument” vista al Central Park.

Attorno alla scultura un percorso arricchito da incisioni ripercorre le tappe fondamentali nella storia dei diritti delle persone con disabilità, trasformando la visita in un’esperienza educativa oltre che emotiva.

A differenza di altri monumenti più imponenti, questo memoriale si distingue per il suo carattere raccolto e riflessivo. È pensato come uno spazio in cui fermarsi, leggere, comprendere e ricordare. Un luogo che invita alla consapevolezza, più che alla semplice osservazione.

Suggestive le rovine del Smallpox Hospital. uno dei luoghi più carichi di storia e mistero di New York.

Costruito a metà dell’Ottocento, l’ospedale fu progettato dall’architetto James Renwick Jr. per accogliere i malati di vaiolo, una delle malattie più temute dell’epoca. Allora conosciuto come “Renwick Hospital”, rappresentava un tentativo innovativo di isolare i pazienti dal resto della popolazione, limitando la diffusione del contagio.

La struttura, realizzata in stile neogotico, colpiva per la sua imponenza e per i dettagli architettonici raffinati, insoliti per un edificio sanitario. Con il passare degli anni, però, l’ospedale cambiò funzione e, dopo vari utilizzi, venne definitivamente abbandonato nel corso del Novecento.

Oggi, ciò che resta è un insieme di mura in rovina, restaurate e messe in sicurezza, che conservano intatto il fascino del tempo. Le finestre senza vetri, le pareti consumate e l’atmosfera sospesa rendono questo luogo unico, quasi cinematografico.

Uno dei luoghi più iconici è il Four Freedoms Park, situato all’estremità meridionale dell’isola. Questo elegante memoriale, dedicato a Franklin D. Roosevelt, è caratterizzato da un design geometrico essenziale e offre una vista spettacolare sullo skyline di Manhattan e sull’East River.
È un luogo perfetto per una passeggiata contemplativa, immersi nel silenzio e nella bellezza architettonica.

Proseguendo verso nord, si incontra il Blackwell House, una delle più antiche abitazioni di New York, risalente al XVIII secolo. Restaurata e ben conservata, rappresenta una preziosa testimonianza del passato coloniale dell’isola.

Poco distante, Episcopal Church of the Good Shepherd, uno degli edifici storici più affascinanti e meno conosciuti dell’isola.

Costruita nel 1888, la chiesa fu progettata dall’architetto Frederick Clarke Withers in stile neogotico. Realizzata in pietra, con eleganti finestre ad arco e dettagli raffinati, la chiesa si inserisce armoniosamente nel paesaggio urbano dell’isola.

In origine, la Episcopal Church of the Good Shepherd faceva parte del complesso istituzionale di Blackwell’s Island (antico nome di Roosevelt Island), servendo la comunità locale composta da personale e residenti delle strutture assistenziali presenti sull’isola, come ospedali e istituti di cura.

Un altro punto di interesse è il Roosevelt Island Lighthouse, situato nella parte settentrionale. Questo piccolo faro, costruito nel XIX secolo, aggiunge un tocco pittoresco al paesaggio e segna simbolicamente l’estremo nord dell’isola. Molto belle anche le sculture antistanti dell’artista Amanda Matthews.
Tornati sull’isola di Manhattan, il pomeriggio è proseguito verso la West Side, tra la zona del Madison Square Garden, il parco sospeso della High Line, l’originale Little Island sul fiume Hudson e i modernissimi grattacieli di Hudson Yards. Ma prima di tutto ciò… pausa birra al Murphy’s Pub!

La nostra prossima destinazione è Little Island ma per raggiungerla attraversiamo il quartiere residenziale di Murray Hill.
Un susseguirsi di edifici antichi ben conservati e casette a schiera in mattoncini rossi del 1800: si presenta così Murray Hill, il cui nome deriva dal mercante Robert Murray che in passato possedeva questo lembo di terra affacciato sull’East River.

Passiamo dal Madison Square Garden e raggiungiamo la nostra meta!

Little Island è nel cuore del fiume Hudson ed è uno dei parchi urbani più originali realizzati. È costruito su una piattaforma sopraelevata collegata alla terraferma da passerelle pedonali e fa parte dell’area del grande parco lineare Hudson River Park.

Ciò che rende Little Island unico è proprio la sua struttura: il parco è sostenuto da 132 pilastri in cemento a forma di “tulipani”, che emergono dall’acqua e creano una superficie ondulata con prati, sentieri e punti panoramici.

Oltre alle aree verdi, Little Island ospita un anfiteatro da circa 687 posti, un piccolo palco e zone dedicate a spettacoli e attività culturali.

Vicino c’è il Pier 57, uno dei moli più interessanti della zona occidentale di Manhattan. Fu costruito negli anni ’50 e per molto tempo è stato utilizzato come terminal per le navi cargo e successivamente come deposito e stazione per autobus cittadini.

Negli ultimi anni, però, è stato completamente rinnovato e trasformato in uno spazio pubblico moderno. Molto bella la terrazza panoramica da cui si può osservare lo skyline di Manhattan e il fiume Hudson (e la Statua della Libertà…).

All’interno un vasto mercato gastronomico con diversi ristoranti e cucine internazionali,

La High Line di New York: da ferrovia abbandonata a parco sospeso iconico
A pochi minuti da Pier 57 c’è la High Line, spazio verde sopraelevato costruito su una vecchia linea ferroviaria merci nata negli anni Trenta.

Con il passare del tempo e il cambiamento dei sistemi di trasporto, la ferrovia fu progressivamente abbandonata e negli anni Ottanta cessò del tutto di essere utilizzata.

Per molti anni si discusse se demolirla o salvarla. Alla fine, grazie all’impegno di cittadini e associazioni locali, il progetto di trasformarla in parco prese forma. I lavori iniziarono nei primi anni 2000 e la prima sezione aprì al pubblico nel 2009.

Oggi la High Line si estende per circa 2,3 chilometri. Camminando lungo il parco si incontrano giardini con piante ispirate alla vegetazione spontanea che cresceva sui binari abbandonati, punti panoramici sulla città e sul fiume Hudson, installazioni artistiche e spazi per eventi culturali.
Anche il quartiere limitrofo ha avuto i suoi vantaggi: nascita di nuovi edifici, gallerie d’arte e maggior turismo.

Tra i luoghi vicini c’è il quartiere di Chelsea e il moderno complesso urbano di Hudson Yards dove si conclude la nostra giornata.
Continuate a seguirci per scoprire New York posso dopo passo…
Qui le puntate precedenti:
Viaggio a New York passo dopo passo – Prima Parte
Viaggio a New York passo dopo passo – Seconda Parte
Viaggio a New York passo dopo passo – Quarta Parte

























































