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Viaggio a New York passo dopo passo – Prima Parte

Alla scoperta della Grande Mela tra Manhattan, Coney Island e Central Park: dieci giorni per vivere davvero la città

New York non si visita, si attraversa. Appena metti piede in città hai subito la sensazione che tutto stia succedendo contemporaneamente e che tu, in qualche modo, ne faccia già parte.

Rumori, volti, lingue diverse e quella energia elettrica che ti accompagna dal primo all’ultimo giorno. Il nostro viaggio è stato un continuo cambio di scena, senza mai perdere il filo: quello di una metropoli che riesce a essere enorme e sorprendentemente umana.

Il soggiorno a New York è durato in totale dieci giorni, divisi in due momenti diversi. Siamo stati una settimana intera dormendo a Manhattan, nel pieno del ritmo cittadino, e poi, tornando dalla Florida, abbiamo aggiunto altri tre giorni dormendo a Brooklyn. Due esperienze diverse, due punti di vista complementari sulla stessa città.

Ho preferito dividere in più articoli il viaggio in modo da fornirvi i percorsi (e le foto) fatti per vedere il più possibile della città!


Atterriamo al JFK nel tardo pomeriggio. Prendiamo l’AirTran verso Jamaica Station dove prendiamo la linea E della metro per raggiungere Manhattan.

Manhattan, il ritmo che detta il tempo

Manhattan è il cuore che batte più forte. Qui ogni passo sembra sincronizzato con il traffico e con i semafori, come se la città avesse un suo metronomo interno.

Dormire a Manhattan significa entrare subito nel cuore pulsante di New York. Il nostro hotel era sulla W 42nd St, quindi ogni percorso parte da lì.

Passiamo la serata tra le mille luci e cenando a base di birra e cheeseburger. al Local 42 non lontano dal nostro Hotel.

Ogni mattina uscivamo dall’hotel e in pochi minuti eravamo già dentro la scena: grattacieli che ti obbligano ad alzare lo sguardo, taxi gialli ovunque, parchi che diventano piccole oasi tra un incrocio e l’altro.

Manhattan è cinema, serie tv, immaginario collettivo, ma dal vivo ha un’intensità tutta sua che non stanca mai.

Giorno 1

Il nostro primo giorno decidiamo di passarlo rilassandoci in spiaggia a Coney Island che raggiungiamo comodamente con la metro.

Coney Island, il lato nostalgico

Coney Island è un tuffo in un’altra New York, quella delle giostre, del mare e delle atmosfere retrò. È rumorosa, colorata, un po’ fuori dal tempo.

Camminare sul lungomare, tra luna park e hot dog, fa sentire lontanissimi dai grattacieli, eppure sempre dentro lo spirito della città.

La spiaggia è costeggiata dal Riegelmann Boardwalk, una passerella in legno lunga oltre 4 chilometri inaugurata nel 1923.

Coney Island possiede due parchi divertimenti: Luna Park, più grande con giostre sia moderne che storiche restaurate e Deno’s Wonder Wheel Amusement Park dedicato principalmente ai bambini con la storica ruota panoramica.

In realtà i due parchi sono uno dentro l’altro perché il Luna Park circonda il Deno’s per tre lati su quattro, con accessi e biglietti differenti


A Coney Island c’è anche il New York Aquarium dove i leoni marini sono i protagonisti indiscussi.

Parlare di Coney Island senza nominare Nathan’s è praticamente impossibile. È uno di quei posti che fanno parte dell’immaginario collettivo americano tanto quanto le montagne russe o il lungomare in legno che scricchiola sotto i passi.

Nathan’s Famous nasce proprio qui, a Coney Island, nel 1916. Il locale storico si trova ancora all’angolo tra Surf e Stillwell Avenue, e mangiare lì non è solo uno spuntino: è un piccolo rito. Hot dog semplice: pane morbido, würstel saporito e la possibilità di aggiungere senape, ketchup o crauti. Nulla di gourmet, ma è proprio questo il bello. È street food autentico, legato alla tradizione popolare americana.

Federal Hall National Memorial

Tornando da Coney Island decidiamo di fermarci a Wall Street e visitare la Federal Hall, sede del primo Campidoglio degli Stati Uniti., ubicata nel cuore del distretto finanziario. L’edificio originale fu costruito nel 1700 come prima sede del municipio e proprio qui, nel 1789, Washington venne proclamato Presidente degli Stati Uniti.

La Federal Hall svolse il ruolo di Campidoglio solo per un anno: quando Philadelphia divenne capitale temporanea degli Stati Uniti, l’edificio tornò a ospitare l’amministrazione comunale, fino alla sua demolizione nel 1812.

L’attuale struttura in stile neoclassico non è quella originale, ma una ricostruzione; dal 1939 è riconosciuta come monumento nazionale.

Oggi la Federal Hall ospita un piccolo museo dedicato alla storia dell’edificio, dove sono conservati oggetti di grande valore storico, tra cui la Bibbia su cui George Washington giurò al momento dell’insediamento.

All’ingresso principale è collocata una statua di George Washington.

Wall Street e dintorni

Wall Street è considerata il simbolo del potere economico statunitense e ospita la sede della New York Stock Exchange, una delle borse valori più importanti al mondo.

Passeggiare in questa zona significa trovarsi in uno dei luoghi più iconici della finanza globale, tra grattacieli storici e moderni, banche internazionali e monumenti simbolo.

Tra i monumenti, appunto, non perdetevi la statua del Charging Bull, dello scultore italiano Arturo Di Modica.

National September 11 Memorial & Museum

Proseguendo al nostra passeggiata alla scopetta della city, arriviamo al Memoriale dell’11 settembre, un luogo di raccoglimento e memoria dedicato alle vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 e del 26 febbraio 1993 al World Trade Center.

Il memoriale si trova nel sito dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle del World Trade Center, nel quartiere di Lower Manhattan.

L’elemento centrale del memoriale è costituito da due grandi vasche quadrate chiamate Reflecting Pools, costruite esattamente sulle impronte delle Torri Gemelle.

Le vasche sono enormi fontane con cascate che scorrono verso il centro, creando un effetto di vuoto simbolico. Intorno ai bordi sono incisi i nomi delle 2.983 vittime degli attentati del 2001 e del 1993. Il progetto è stato realizzato dall’architetto Michael Arad e dal paesaggista Peter Walker e si intitola “Reflecting Absence”, per rappresentare l’assenza lasciata dalla tragedia.

Accanto al memoriale si trova il National September 11 Memorial & Museum, inaugurato nel 2014 dove sono conservati resti originali delle Torri Gemelle, oggetti personali delle vittime, testimonianze audio e video e ricostruzioni dettagliate degli eventi. È un percorso intenso e toccante che racconta non solo la tragedia, ma anche le storie individuali e la solidarietà nata dopo l’attacco.

Da notare anche il World Trade Center Transportation Hub, comunemente chiamato Oculus, imponente e dal valore simbolico con la sua forma particolare: una colomba bianca che sta per spiccare il volo libera. La stazione si trova fra la torre 2 e la torre 3 del World Trade Center ed è stata costruita dove, dopo l’11 settembre 2001, c’erano solo macerie e rappresenta un simbolo di rinascita per i newyorkesi.

Washington Square Park

La nostra prossima tappa si trova nel quartiere di Greenwich Village, nella parte sud di Manhattan, a pochi passi da zone iconiche come SoHoNoHo e Little Italy. alle quali dedicheremo un’altro giorno.

La posizione del parco è significativa perché qui termina la celebre Fifth Avenue, che attraversa Manhattan da nord a sud per chilometri, rendendo il parco un punto di arrivo tanto geografico quanto simbolico.

Gran parte del parco è pavimentata, ma ospita due attrazioni iconiche: il maestoso Washington Arch, che domina l’ingresso, e la grande fontana centrale, cuore pulsante dell’area.

Qui si trova anche la statua di Giuseppe Garibaldi.

Sono le 19 passate e la fame si fa sentire, quindi tappa da Smashy a Union Square.

Ora si torna verso l’hotel passando dall’Empire State Building ed altri magnifici palazzi.

Giorno 2

Colazione al Bryant Park, il nostro parco preferito dove fare colazione ma anche per ammirare i vari monumenti.

A New York potete comprare caffè e brioche e consumarli comodamente seduti ai tavolini pubblici del parco.

Lasciato il parco ci incamminiamo verso l’iconica Fifth Avenue ammirando i vari palazzi lungo la via come ad esempio The French Building.

Rockefeller Center e Rockefeller Plaza

La prima tappa è il Rockefeller Center, uno dei complessi architettonici più famosi di New York City. Fu costruito negli anni Trenta dalla famiglia Rockefeller, in particolare da John D. Rockefeller Jr., durante il periodo della Grande Depressione.

È composto da 19 edifici in stile Art Déco e rappresenta uno dei più grandi progetti privati mai realizzati negli Stati Uniti.

Nel cortile dell’International Building, edificio che fa parte del Rockefeller Center c’è la statua in bronzo Atlas

La scultura raffigura il mitico titano Atlante nell’atto di reggere il cielo.
Il cuore del complesso è la Rockefeller Plaza, una grande piazza pedonale leggermente ribassata rispetto al livello della strada.

È uno dei luoghi più iconici di New York. Non potete perdervela in qualunque periodo dell’anno. Se la visitate d’inverno, la piazza ospita la celebre pista di pattinaggio sul ghiaccio, aperta dal 1936. Inoltre è qui che viene allestito il famosissimo albero di Natale del Rockefeller Center, alto in media tra i 20 e i 30 metri. La sua accensione è un evento seguito in tutto il mondo.
La nostra visita è avvenuta in estate e la pista di ghiaccio viene sostituita da un’area con tavolini e ristoranti all’aperto.

Al centro si trova la statua dorata di Prometheus, che nella mitologia greca donò il fuoco agli uomini.

L’edificio principale del complesso è il 30 Rockefeller Plaza, noto anche come Comcast Building. In cima si trova il celebre osservatorio Top of the Rock, da cui si gode una vista spettacolare su Manhattan, incluso il Central Park e l’Empire State Building.

Il Rockefeller Center è anche sede di importanti studi televisivi, tra cui quelli della NBC, e ospita programmi famosi come il Saturday Night Live.

St. Patrick’s Cathedral

Sul lato opposto a Rockefeller Plaza si incontra anche la maestosa St. Patrick’s Cathedral, costruita in stile neogotico a partire dal 1853 e oggi la più grande cattedrale cattolica degli Stati Uniti: un’imponente presenza spirituale tra boutique, hotel di lusso e grattacieli.

Uno degli aspetti più affascinanti è proprio questo contrasto architettonico tra il suo stile neogotico rivestita in marmo bianco e i moderni grattacieli che la circondano.

La facciata sulla Fifth Avenue è dominata da un grande rosone centrale, numerose guglie e due imponenti torri campanarie alte circa 100 metri. Ai piedi delle torri si aprono i portali bronzei, progettati per essere facilmente manovrabili nonostante il loro peso.

L’interno (l’ingresso è gratuito) è maestoso e luminoso, grazie alle numerose vetrate istoriate provenienti da diverse parti del mondo.

La pianta è a croce latina, con tre navate e transetto. L’edificio misura circa 120 metri di lunghezza e 53 di larghezza; le volte a crociera raggiungono i 34 metri di altezza e la capienza complessiva è di circa 2.400 persone.

Lungo le navate si aprono varie cappelle laterali, tra cui quella dedicata a Elizabeth Ann Seton, prima santa statunitense.

Dietro l’abside si trova la Lady Chapel, dedicata alla Vergine Maria e consacrata nel 1906.

Tra le opere custodite spicca una replica della Pietà realizzata da William Ordway Partridge, grande circa tre volte rispetto al celebre capolavoro di Michelangelo Buonarroti.

È presente anche un busto di Papa Giovanni Paolo II, realizzato in occasione della sua visita pastorale.

Straordinari sono anche i due grandi organi a canne: uno di essi, installato nel 1930, conta ben 7.855 canne. Grazie all’ottima acustica, oltre alle funzioni religiose si tengono concerti ed eventi musicali durante tutto l’anno.

A pochi minuti c’è St. Thomas Church, una parrocchia episcopale in stile gotico anche questa con ingresso gratuito.

L’architettura è allo stesso tempo splendida e solenne, creando un’atmosfera serena, perfetta per la riflessione.

Uno dei punti forti è il piccolo museo interno, che ospita reperti affascinanti che raccontano la storia delle origini della chiesa.

Fifth Avenue

Ora arriviamo alla Fifth Avenue più esclusiva e mondana. Mezzo miglio di boutique e department store da sogno fino alla 49th Street.

Vi segnaliamo le tappe più celebri::
Trump Tower, grattacielo di 202 metri con negozi e ristoranti nei primi piani.

La facciata in vetro scuro e un design moderno, l’hanno resa subito un simbolo di lusso e stile nel panorama urbano della città. 

Completata all’inizio degli anni ’80, fu progettata dall’architetto Der Scutt.

La struttura ospita uffici, negozi, ristoranti e soprattutto condomini di lusso – compresi quelli dove in passato ha vissuto Donald Trump stesso. 

Al piano terra e nei livelli inferiori si trova un grande atrium pubblico con una cascata interna molto scenografica, caffè, boutique e il negozio ufficiale Trump Store. 

Oltre a essere un edificio residenziale e commerciale, la Trump Tower è diventata parte della cultura pop: è apparsa in programmi televisivi e documentari, contribuendo alla sua fama globale. 

Bergdorf Goodman, raffinato department store noto per le vetrine spettacolari, soprattutto a Natale.

Louis Vuitton con una boutique su più piani ospitata in un edificio dal design distintivo.

Louis Vuitton Fifth Avenue Flagship sulla Fifth Avenue, che sembra una pila di bauli giganti, è in realtà una facciata temporanea creata per coprire i lavori di ristrutturazione del flagship storico.

L’installazione riproduce le iconiche valigie del marchio, omaggiando le origini della maison come produttrice di bauli di lusso. È un’operazione scenografica e di marketing, pensata per attirare l’attenzione durante il restyling dell’edificio.

Bvulgari: la boutique sulla 5th Avenue è uno dei principali negozi ufficiali a New York e rappresenta l’esperienza diretta del marchio: ambiente elegante, servizio personalizzato e selezione completa delle collezioni.

Pochi passi ed ecco Tiffany & Co. resa immortale dal film Breakfast at Tiffany’s, tratto dal romanzo di Truman Capote.

Alzate gli occhi e guardate l’Atlas Watch, l’orologio sorretto da un Atlante di bronzo che sovrasta il portone di ingresso. Per molto tempo i newyorchesi lo usavano per regolare l’ora perché per molto tempo è stato uno dei pochi segnatempo pubblici cittadini.

Sì, i prezzi fanno brillare gli occhi quasi quanto i diamanti… ma entrare è gratis e sognare non costa nulla.

Sono entrata per sognare, sono uscita con il portafoglio intatto… ma con gli occhi pieni di scintille.

Nelle immediate vicinanze l’’iconico Apple Store Fifth Avenue.

É famoso per il suo ingresso in vetro a forma di cubo, diventato un simbolo dell’architettura moderna e del design minimalista.

Inaugurato nel 2006, il negozio è aperto 24 ore su 24 e si sviluppa principalmente sotto il livello stradale. All’interno, gli spazi ampi e luminosi riflettono lo stile essenziale tipico di Apple, con grandi tavoli in legno chiaro e una scenografica scala in vetro.

Accanto a questi nomi si susseguono molte altre firme internazionali, rendendo questo tratto un vero paradiso per gli amanti dello shopping.

Arriviamo così alla Grand Army Plaza, porta d’ingresso (per il percorso da noi fatto) per Central Park.

Affacciato sulla piazza lo storico The Plaza Hotel, inaugurato nel 1907 e dichiarato National Historic Landmark nel 1988. Hotel leggendario, ha ospitato star internazionali ed è apparso in numerosi film ambientati a Manhattan.

Viaggio a New York

Central Park

Eccoci nel famosissimo Central Park, nel pieno di Manhattan. Anzi, potremmo dire nel suo respiro più profondo. Perché Central Park, con i suoi 341 ettari di verde e oltre 4 chilometri di lunghezza, è da più di un secolo uno dei luoghi simbolo di New York City.

Il parco si sviluppa dalla 59th Street fino alla 110th Street e, per chi lo visita per la prima volta, può sembrare sconfinato. Vederlo tutto in poche ore è praticamente impossibile. Noi ci siamo tornati successivamente per esplorarlo con calma ma non siamo riusciti comunque a vedere tutte le statue e le attrazioni… vabbè buona scusa per ritornare a New York!

Entrando dall’estremità sud per prima cosa vediamo lo Zoo. Con i suoi giardini curati e gli habitat ricreati con attenzione, lo zoo è una tappa ideale soprattutto se visitate New York con bambini.

Tra le attrazioni spicca l’Orologio Musicale Delacorte, vicino all’ingresso principale, donato da George Delacorte nel 1965. Ogni mezz’ora, dalle 8:00 alle 18:00, sei animali in bronzo ruotano al suono di melodie stagionali grazie a un meccanismo a carillon, incantando grandi e piccoli.

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Nonostante le dimensioni contenute, lo Zoo ospita animali di diversi climi, suddivisi in tre aree:
Polar Circle: pinguini e foche, osservabili anche in acqua da un’area panoramica.
Tropic Zone: serra con scimmie, serpenti, rane e uccelli esotici.
Temperate Territory: panda rossi, leopardi delle nevi, grizzly, linci e lupi.

Lo zoo ospita anche un’area pensata appositamente per i visitatori più giovani: la Tisch Children’s Zoo. In questo spazio i bambini hanno l’opportunità di avvicinarsi e interagire con animali da fattoria, tra cui capre, pecore, porcellini d’India e alpaca.

Poco distante si apre la grande distesa di Sheep Meadow, un tempo pascolo per le pecore e oggi luogo ideale per distendersi sull’erba o partecipare a eventi all’aperto.

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Camminando ancora si raggiungono la Literary Walk e The Mall, uno dei viali più fotografati del parco grazie alla scenografica fila di olmi americani. Lungo il percorso si incontrano monumenti dedicati a grandi figure della cultura e della storia, come il Beethoven Monument, la statua di Balto, il Women’s Rights Pioneers Monument e omaggi a scrittori come William Shakespeare e Walter Scott.

Arrivati nei pressi della 72nd Street si apre uno degli scorci più celebri: Bethesda Terrace, con vista su The Lake e a pochi passi dal romantico Bow Bridge. Sembra di essere in un film!

Poco più in là si trova Strawberry Fields, l’area commemorativa dedicata a John Lennon, riconoscibile dal mosaico “Imagine”. Di fronte al parco sorge il Dakota Building, tristemente noto per l’assassinio del musicista nel 1980.

Addentrandosi nel verde si entra in The Ramble, un’area boschiva amata da chi osserva gli uccelli e cerca un’atmosfera più selvaggia.

Tra sentieri tortuosi e ponticelli come Oak Bridge, si può scegliere se dirigersi verso Cedar Hill oppure verso l’ampia Great Lawn, teatro di grandi eventi e concerti, inclusi quelli della New York Philharmonic e di artisti come Simon & Garfunkel, Diana Ross, Paul Simon e Bon Jovi.

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Nei dintorni lo Shakespeare Garden, un giardino “a tema” dove vengono coltivate tutte le piante e le erbe citate nelle opere di William Shakespeare.

.Vi consiglio una passeggiata tra i sentieri leggendo le targhe in bronzo con frasi tratte dalle opere più famose del drammaturgo e se siete stanchi potete sedervi su una panchina.

Ma le attrazioni sono ancora davvero tante: il Delacorte Theater, il suggestivo Belvedere Castle, l’antico Cleopatra’s Needle e molti altri… Noi li abbiamo visitati in un secondo momento per cui vi rimandiamo ad un altro articolo sul nostro viaggio a New York dove troverete altri interessanti percorsi.

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Lasciamo quindi il parco uscendo dalla W 65th St e arriviamo al Lincoln Center for the Performing Arts, uno dei più grandi poli culturali di New York, dedicato alla musica, alla danza e allo spettacolo dal vivo.

Spesso non è incluso nei classici itinerari turistici, ma sappiate che quasi ogni giorno sono in scena concerti, balletti, opere e spettacoli teatrali.

A 2 minuti c’+ la High School of Music & Art. Un pò di storia: fu fondata nel 1936 dal sindaco Fiorello La Guardia per offrire agli studenti una scuola pubblica dedicata alla musica, alle arti visive e allo spettacolo. Nel 1948 nacque la School of Performing Arts, specializzata soprattutto in danza; le due istituzioni si fusero nel 1961.

Dopo anni in sedi separate a Manhattan, nel 1984 si trasferirono in un unico edificio vicino al Lincoln Center, intitolato a La Guardia. La scuola divenne celebre grazie al film Fame (Saranno famosi), da cui nacque la celebre una serie TV (mia passione!).

Dopo tutti questi chilometri una birra al Rudy’s Bar&Grill non ce la toglie nessuno. Ah, vi consiglio questo bar non solo per la buona birra al costo di 4 dollari, ma anche perché è accompagnata da piccoli hot dog!

Viaggio a New York

E anche questa fantastica giornata è giunta al termine. Ma non finisce qui… C’è ancora molto da scoprire di New York quindi continuate a leggere…

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