Travel

Cosa vedere a Spilimbergo in un giorno

Castello, Duomo, borghi medievali e monumenti storici nell’ultima tappa del tour da Pordenone prima del rientro a Milano

Il nostro tour con base a Pordenone si chiude con una tappa che ha il sapore delle cose belle scoperte quasi per caso.

Spilimbergo è uno di quei borghi che non fanno troppo rumore, ma che quando arrivi ti sorprendono per eleganza e armonia.

Iniziamo la nostra visita posteggiando vicino alla Scuola dei Mosaicisti.

Fondata nel 1922 per valorizzare e preservare l’antica arte del mosaico, la scuola nasce dall’idea di dare ai giovani locali una competenza artigianale e artistica preziosa.

Col passare degli anni è diventata un’istituzione riconosciuta a livello internazionale.

Da qui iniziamo la nostra visita e ci dirigiamo verso la Torre Occidentale, la porta d’ingresso del Borgo Nuovo.

È un buon punto di riferimento che aiutano a orientarti tra le vie acciottolate e, allo stesso tempo, regalano scorci fotografici davvero suggestivi.

L’ingresso in paese è già una dichiarazione d’intenti: palazzi storici, mura, torri e un’atmosfera che profuma di Medioevo.

Spilimbergo è conosciuta per la sua scuola mosaicisti, ma basta fare pochi passi nel centro per capire che qui c’è molto di più.

Percorriamo Corso Roma fino alla Torre Orientale, subito dopo Piazza Garibaldi. Noterete subito la Cosa Dipinta con affreschi raffiguranti scene della vita di Ercole.

Il Duomo di Santa Maria Maggiore e la Chiesa di Santa Cecilia

Pochi minuti a piedi e ci troviamo davanti al Duomo di Santa Maria Maggiore. La facciata in pietra, con il suo grande rosone, cattura subito l’attenzione.

Ma è entrando che si percepisce davvero la grandezza di questa chiesa. L’interno è ampio, luminoso, sorprendentemente ricco. Le pareti custodiscono affreschi che coprono secoli di arte e devozione, creando un racconto visivo che accompagna lo sguardo dalla navata fino al presbiterio.

Ogni cappella laterale sembra avere una propria identità, con dettagli pittorici e decorativi che invitano a fermarsi qualche minuto in più.

Il contrasto tra la sobrietà esterna e la ricchezza interna è uno degli aspetti più affascinanti. Fuori il Duomo appare compatto, quasi austero; dentro si apre invece un mondo di colori, simboli e storie.

È uno di quei luoghi in cui il silenzio viene naturale, anche per chi è in visita turistica e non per motivi religiosi.

Tra le tappe più intime c’è la vicina Chiesetta di Santa Cecilia, piccola e raccolta, quasi nascosta.

È uno di quei luoghi che non trovi per caso se non sai che esistono, ma che una volta scoperti ti regalano un momento di quiete autentica.

Palazzo la Loggia (Pergola)

In Piazza Duomo si affaccia l’edificio, in stile veneziano, risalente probabilmente al XIV secolo. Un tempo era il centro del potere dei Signori di Spilimbergo. Nel tempo cambiò funzione: da “domus comunis”, cuore amministrativo del borgo, a sede notarile e luogo di processi. Lo stemma comitale visibile sull’angolo verso la piazza conferma l’antica proprietà della famiglia.

La Pergola divenne poi granaio e magazzino per le merci, dove si effettuavano i controlli sulle compravendite. Su una colonna del portico è ancora incisa la “Macia”, l’antica unità di misura per le stoffe.

Palazzo la Loggia fu anche carcere, finché nel 1812 venne trasformato in teatro dalla Società filodrammatica; nel 1865 fu sopraelevato con un nuovo ordine di palchi. Restaurato dopo il terremoto del 1976, oggi è Palazzo dell’arte, della cultura e del turismo, sede dell’Ufficio Turistico e della Quadreria Tono Zancanaro.

Il Castello e Palazzo Tadea, cuore medievale

Il simbolo indiscusso della città è il Castello di Spilimbergo, un complesso che domina il centro storico con la sua struttura imponente ma raffinata.

Non aspettatevi un castello “da fiaba” isolato su una collina: qui siamo davanti a un insieme di edifici che raccontano secoli di storia nobiliare, stratificazioni architettoniche e vita di corte.

Si tratta di un complesso di residenze signorili disposte in cerchio. Tra queste spicca: il Palazzo Dipinto, dal grande effetto scenico, e il Palazzo Tadea.

Palazzo Tadea, elegante e armonioso, spesso è sede di mostre.

Le sue sale affrescate sono una piccola sorpresa, di quelle che ti fanno rallentare il passo e alzare lo sguardo.

Camminare nel cortile, con la luce che filtra tra le arcate, è uno di quei momenti che rendono speciale una visita anche breve.

Palazzo di Sopra e il Santuario Beata Vergine Maria della Mercede

A nord del Castello si trova il Palazzo di Sopra, sede del Municipio.

Tra il Castello e il Palazzo c’è il caratteristico Snatuario Beata Vergine Maria della Mercede con il suo grazioso portico sorretto da cinque colonne.

Viene anche chiamata la Chiesetta degli Innamorati. o Santuario dell’Ancona.

Un pò di storia e leggenda: prima del 1672, nel punto in cui oggi sorge il piccolo santuario dell’Ancona, ufficialmente dedicato alla Madonna della Mercede, c’era soltanto un capitello intitolato a Santa Sabida.

Poco più verso il fiume si trovava invece una chiesetta dedicata a San Girolamo, che nel 1596 venne completamente distrutta da una piena improvvisa.

Da qui nasce una storia che sa di leggenda. Tra le macerie e gli arredi recuperati dopo il crollo fu salvata anche un’immagine della Madonna con il Bambino, trascinata via dall’acqua e poi portata in Duomo. Il giorno seguente, però, l’immagine era sparita: venne ritrovata a mezza costa della riva, proprio accanto al capitello. Riportata una seconda volta in Duomo, scomparve di nuovo nello stesso modo.

Di fronte a quell’evento inspiegabile, i cittadini interpretarono il fatto come un segno della Provvidenza e decisero di costruire in quel luogo un nuovo tempio dedicato alla Vergine. Era il 1672.

Perché includere Spilimbergo nel tuo itinerario

Spilimbergo è la classica destinazione perfetta per una visita di una giornata. Per noi è stata l’ultima tappa prima di rientrare a Milano dopo il tour di Pordenone.

È compatta, elegante, facile da esplorare a piedi e capace di offrire arte, storia e scorci romantici senza la folla delle mete più battute.

Si è fatto buio, è ora di rimettersi in marcia per il rientro. Riprendiamo la EMC 6 ed eccoci sulla strada per Milano. Si conclude così il nostro viaggio iniziato a Treviso e sulla Strada del Prosecco e ultimato a Pordenone con i suoi borghi tutti da scoprire!

Condividi