Strada del Prosecco: un tour tra borghi e bollicine
Più di mille chilometri a bordo della EMC 6 tra le colline del Veneto: Prosecco, borghi storici, strade panoramiche e tappe imperdibili
Ci sono strade che non si percorrono soltanto, si vivono; e la Strada del Prosecco è una di quelle.

Un viaggio alla ricerca dei paesaggi che caratterizzano una zona del nord Italia famosa in tutto il mondo, durante il quale non potevamo mancare di far visita ad alcune cantine e fare “il carico” di bottiglie per testare la capacità del baule della EMC 6 (Qui la prova)

Da Milano a Treviso: il viaggio comincia con stile
Quale modo migliore di partire per un giro tra le vigne se non mettersi al volante di un’auto comoda, bella e silenziosa, lasciarsi alle spalle un’uggiosa Milano e puntare verso est?

L’autostrada scorre veloce, il comfort a bordo accompagna i chilometri e la prima vera pausa arriva a Soave, una di quelle tappe che sembrano messe lì apposta per farti entrare nel mood giusto.

Soave de Gusto: l’aperitivo delle feste
Il benvenuto perfetto! Girando per le vie del borgo ci imbattiamo, in Piazza Antenna, nell’evento firmato dai Giovani Agricoltori di Soave insieme alla Pro Loco Soave. Vino, cicchetti e musica. Quale miglior inizio?

Il borgo murato, il Castello Scaligero che domina i vigneti e le stradine medievali fanno di Soave una tappa imperdibile prima di proseguire verso Treviso, che diventa la nostra base per esplorare i borghi lungo la Strada del Prosecco.

Treviso, la piccola Venezia
Il suo centro storico è racchiuso da mura rinascimentali e offre scorci suggestivi tra portici, piazze e palazzi affrescati. Piazza dei Signori rappresenta il cuore della vita cittadina, dominata dal Palazzo dei Trecento.

Grazie alla sua posizione strategica, Treviso è il punto di partenza ideale per visitare la Strada del Prosecco. Dopo una giornata tra colline, vigneti e cantine, la sera si rientra in città per godersi l’atmosfera dei locali, sorseggiando uno spritz e cenando nel suggestivo centro storico.

Strada del Prosecco: quando guidare diventa un piacere
Il giorno dopo è quello che ogni appassionato di viaggi on the road aspetta. La Strada del Prosecco non è solo una meta, è un’esperienza di guida.

Affrontarla al volante di una EMC 6 significa entrare subito in sintonia con il territorio. Curve dolci, saliscendi continui e panorami che sembrano disegnati apposta per essere visti dal parabrezza e guidati nella comodità di un’auto nata per le lunghe distanze.

Apre le danze Conegliano con il suo castello, Vittorio Veneto sorprende con il borgo di Serravalle e i laghi di Revine regalano una pausa silenziosa, quasi sospesa.

Mura di Sopra, Cison di Valmarino e Follina chiudono la giornata con l’eleganza dei borghi e l’imponenza delle loro abbazie.

Conegliano, la porta naturale delle colline
Conegliano è il punto di accesso ideale alla Strada del Prosecco. Il castello domina dall’alto e bastano pochi chilometri per capire che qui la guida diventa parte integrante dell’esperienza.

La EMC 6 si muove con disinvoltura sia sui tratti urbani, sia sulle prime salite verso le colline. La carreggiata si restringe quel tanto che basta per invitare a rallentare e il panorama, visto dal finestrino del passeggero, cambia curva dopo curva.

Potevamo non fermarci in una cantina? Ovviamente no… ed ecco la nostra prima sosta di oggi all’Azienda Agricola Baldi.

Verso Vittorio Veneto, tra vigneti e curve leggere
Lasciata Conegliano, riprendiamo la strada e continuiamo a goderci un panorama che trasmette una quiete elegante, fatta di tradizione e natura “a riposo” in attesa della bella stagione. Arriviamo a Vittorio Veneto, in particolare nella zona di Serravalle che regala un paesaggio austero, dove il tempo sembra rallentare.

Qui l’andatura diventa naturale, la EMC 6 accompagna senza forzature e ogni tratto invita a guardarsi intorno più che a controllare il navigatore. È uno di quei percorsi in cui il piacere di guida nasce dall’equilibrio tra strada e paesaggio. Sosta alla cantina Le Rampe dove ci aspetta un pranzo che difficilmente dimenticheremo.

I laghi di Revine, una pausa che vale il silenzio
Proseguendo lungo la Strada del Prosecco si arriva ai laghi di Revine, due specchi d’acqua incastonati tra le colline, dove fermarsi viene quasi spontaneo. Si scende dall’auto, si respira e ci si ferma ad ascoltare la natura.

Dopo chilometri di guida rilassata, il silenzio dei laghi rappresenta una pausa perfetta prima di rimettersi al volante della EMC 6!

Continuiamo l’itinerario fermandoci a Tarzo dall’Azienda Agricola Gianfranco Tomasi dove ci limitiamo a un paio di assaggi (dobbiamo guidare…) ma ci portiamo a casa qualche bottiglia da gustarci nelle prossime serate.

Mura di Sopra, una sorpresa
Proseguendo verso Cison di Valmarino, incrociamo Mura di Sopra. Il piccolo borgo adagiato sulle colline si trasforma, nel periodo delle feste, in un presepe a cielo aperto. Lungo le vie, sui davanzali e negli angoli più nascosti compaiono decine di presepi, tutti diversi, curati nei dettagli e capaci di creare un’atmosfera calda e autentica.

Passeggiare tra le case, con le luci soffuse e il silenzio della collina, dà la sensazione di entrare in una tradizione viva, semplice e profondamente legata al territorio.

Cison di Valmarino, il borgo che si scopre piano
La strada riprende a salire e Cison di Valmarino compare gradualmente, con Castelbrando che osserva dall’alto. Qui la Strada del Prosecco mostra il suo lato più intimo.

Le vie strette, il fruscio del torrente che accompagna ogni passo e l’atmosfera raccolta non fanno perdere la voglia di passeggiare, nonostante la temperatura cominci a scendere.

Follina, eleganza e quiete lungo il percorso
A poca distanza, Follina rappresenta uno dei momenti più raffinati dell’itinerario. L’Abbazia Cistercense accoglie con la sua sobrietà e la solennità che la circonda sembra amplificare il senso della visita.

Dopo questa giornata decisamente lunga, la sensazione è quella di essere arrivati in una terra onesta e sincera, dove tutto è in equilibrio perfetto.. Esattamente come le bollicine di quell’oro dorato prodotto dalle vigne che ci hanno accompagnato per tutti i chilometri percorsi. E dopo questa riflessione quasi filosofica è tempo di tornare verso Treviso dove concludiamo la serata, stanchi ma contenti.

Castello di Collalto, storia che domina le colline
La sveglia suona presto, abbiamo tanta strada da fare e tanto da vedere anche oggi; l’idea è quella di raggiungere Valdobbiadene. La Strada del Prosecco ci regala una prima deviazione carica di storia: il Castello di Collalto.

Le sue rovine imponenti dominano dall’alto le colline circostanti e raccontano secoli di vicende legate alla nobile famiglia Collalto. Arrivarci significa lasciarsi alle spalle la distesa di vigneti e raggiungere un punto panoramico che ripaga delle tante curva affrontate.

Il Molinetto della Croda, una pausa fuori dal tempo
Scendendo di nuovo verso valle, il Molinetto della Croda appare quasi all’improvviso, nascosto tra rocce, acqua e vegetazione. È uno di quei luoghi che invitano a spegnere il motore senza pensarci due volte.

Il rumore dell’acqua che scorre, il vecchio mulino incastonato nella pietra e l’atmosfera raccolta creano una pausa perfetta prima di affrontare le strade che portano a Valdobbiadene.

Anche pochi minuti ad ammirare le verdi acque del torrente Lierza bastano per sentirsi completamente immersi in un angolo autentico della Strada del Prosecco.

A pochi metri dal Molinetto ci imbattiamo nell’Azienda Agricola Lorenzon Bein. Una piccola insegna in legno indica chiaramente una cantina, ma a vista scorgiamo solo una villetta in pietra.

Ci avviciniamo testardi ed ecco la sorpresa. Ad accoglierci c’è Massimo che sbuca da dietro la parete e ci apre letteralmente la porta di casa.

“Volete assaggiare qualcosa?” e va in cucina dove apre il frigorifero e tira fuori una bottiglia, ovviamente di Prosecco, che apre e beve insieme a noi mentre ci racconta la storia della cantina.

“Mio fratello è lì che taglia la vite, lo avete visto? Siamo noi due e facciamo una piccola produzione, niente numeri da grandi nomi. Tutto da questa vigna qui sotto”. Il tempo scorre tra un assaggio e l’altro, una storia e tante risate.

Neanche ce ne accorgiamo e fuori è già buio. Salutiamo, carichiamo un paio di cartoni in macchina e ripartiamo, ma ormai è tardi. Decidiamo di rientrare a Treviso e tenerci Valdobbiadene come ultima tappa insieme ad Asolo per il giorno del rientro a Milano.

Ultimo giorno a Treviso
L’ultimo giorno è dedicato a una passeggiata rilassante nel centro storico, tra canali, portici e botteghe. È il momento ideale per un ultimo caffè in piazza, qualche acquisto gastronomico (vi consiglio l’Isola della Peschieria) e un pranzo tranquillo, prima di spostarsi nel pomeriggio a Pordenone per festeggiare il Capodanno.

Valdobbiadene, il cuore pulsante della Strada del Prosecco
Come detto, dopo le giornate passate a Pordenone e i suoi dintorni, sulla via del rientro verso Milano, ci aspettano Valdobbiadene e Asolo, oltre alle nostre ultime due eno-tappe.

A Refrontolo facciamo visita alla Cantina Toffoli dove, dopo una degustazione di vini e prodotti tipici locali, non resistiamo alla tentazione e usciamo dalla cantina con “qualche” bottiglia…

Tornando sulla strada verso Valdobbiadene è la volta della Cantina San Martino a Col San Martino di Farra di Soligo dove le sorelle Villanova ci accolgono con una degustazione dei loro prodotti.

E, tanto per cambiare… usciamo dalla cantina con l’ennesimo carico di vini. Meno male che il bagagliaio della EMC 6 è bello grande!

Ci rimettiamo in auto e davanti a noi si apre un anfiteatro naturale fatto di colline e filari. Qui la Strada del Prosecco cambia carattere: le pendenze aumentano, le curve si susseguono e i vigneti si fanno più ripidi. È uno dei tratti più iconici e appaganti da affrontare a bordo della EMC 6, dove ogni tornante apre a panorami che sembrano disegnati da un grande pittore rinascimentale del trevigiano..

La guida si fa più coinvolgente ma mai stressante, e una volta arrivati a Valdobbiadene (ebbene sì, alla fine ce l’abbiamo fatta…) si ha subito la sensazione di trovarsi in un luogo speciale, simbolo di una tradizione vitivinicola che qui è parte della vita quotidiana.

Il centro storico ruota attorno a Piazza Marconi, dominata dal Duomo di Santa Maria Assunta, punto di riferimento per una passeggiata tranquilla tra bar e botteghe locali.

Poco fuori dall’abitato, salendo verso le colline del Cartizze, si incontrano alcuni dei panorami più iconici dell’intero itinerario, con punti di osservazione che si aprono improvvisi tra i vigneti.

Asolo, il finale più elegante
Dopo le colline di Valdobbiadene, Asolo arriva come la conclusione naturale del nostro tour. Il borgo dei cento orizzonti accoglie con la sua eleganza discreta, le piazze raccolte e le viste aperte sulle colline.

Parcheggiata la 6 si prosegue a piedi, lasciando che siano i vicoli e le luci del tramonto a raccontare l’ultimo capitolo di un itinerario che unisce piacere di guida, paesaggi incantevoli e scoperta.

Con il bagagliaio pieno e la sensazione di aver sfruttato ogni chilometro nel modo giusto, ci mettiamo sulla via di casa e salutiamo definitivamente (per questo giro) le colline venete.

La Strada del Prosecco scompare lentamente dagli specchietti retrovisori, ma questa esperienza continuerà anche nei prossimi mesi. Aprire una di queste bottiglie significherà tornare con la mente a quelle colline, a quella strada.

Arrivederci al prossimo autunno Strada del Prosecco, quando torneremo per goderci lo spettacolo delle viti piene, pronte a regalarci altre bollicine…