Marciana Marina: il mare dopo la salita a Marciana
Secondo giorno del nostro tour in moto all’Isola d’Elba: porto, Torre degli Appiani e il set de I delitti del BarLume
Dopo aver raccontato la salita al borgo antico di Marciana, della sua Fortezza Pisana e del Museo Archeologico, oggi tocca a lei: Marciana Marina, il paese che si affaccia sul golfo e che chiude in bellezza la seconda giornata del nostro tour in moto sull’Isola d’Elba.

Il lungomare che profuma di salsedine e di storia
Marciana Marina è il paese più antico dell’isola dopo Marciana stessa, e si nota subito appena si arriva al porto.

Parcheggiamo la moto proprio davanti alla spiaggia di sassi della Fenicia, chiamata dagli elbani anche Finiccia.
Ma siccome noi non amiamo particolarmente i sassi, decidiamo di andare prima a vedere da vicino la Torre degli Appiani per poi rilassarci nella spiaggia di sabbia dorata.

Torre degli Appiani, simbolo indiscusso di Marciana Marina
Questa magnifica Torre, prima di prendere il nome che conosciamo oggi, era chiamata “della Novaglia”, dal nome della pianura costiera su cui sorge. Sembra risalire alla metà del XVI secolo, anche se alcuni attribuiscono la sua costruzione alla Repubblica Marinara di Pisa, nel XII secolo.

La Torre, costruita su uno scoglio completamente circondato dal mare, faceva parte del sistema difensivo del Principato degli Appiani, signori di Piombino e dell’Elba, contro le scorribande dei pirati che infestarono il Mediterraneo nel corso del 1500 e anche in epoche successive.

Con la caduta del Principato di Piombino, nell’Ottocento passò di mano ai privati e, nella seconda metà del ‘900, divenne per anni la casa dello scrittore marinese Raffaello Brignetti, per poi tornare solo di recente proprietà del Comune, che punta ora a restaurarla e renderla finalmente visitabile. Lo scrittore elbano trovò qui ispirazione per il suo romanzo “La spiaggia d’oro”, Premio Strega nel 1971.

Dopo la passeggiata al porto, optiamo per un bel bagno rinfrescante nella vicina spiaggia. Percorriamo Viale Margherita e arriviamo alla spiaggia di Marciana Marina e ci fermiamo nel punto con la sabbia.

Il lungomare, con le sue case colorate e i bar affacciati sull’acqua, invita a una bella passeggiata dopo aver oziato per un pò in spiaggia a goderci il blu del mare. Ci dirigiamo verso Piazza Vittorio Emanuele dove troneggia la Chiesa di Santa Chiara.

Cosa vedere a Marciana Marina: la chiesa di Santa Chiara
La chiesa, costruita nel 1776, presenta un’unica navata e una facciata elegante impreziosita da quattro colonne che sorreggono un cornicione sormontato da un frontone.

All’interno, lo sguardo viene poi catturato dalla cantoria in legno di castagno, che custodisce un organo a canne del 1829, donato dal Cavaliere dell’Ordine di San Giuseppe, Francesco Braschi-Costa.

Gli altari laterali sono dedicati alla Madonna del Rosario, alle Anime del Purgatorio e al Santissimo Crocifisso, dominato da una suggestiva raffigurazione della Crocifissione.

L’altare maggiore, realizzato in marmo, è arricchito da un raffinato ciborio decorato con putti.

Sul lato destro della chiesa, infine, una nicchia accoglie la statua in stucco della Madonna Addolorata, posta sopra la figura del Cristo morto, in una composizione di intensa devozione.

Proseguiamo in direzione piazza della Vittoria, curiosi di vedere il luogo set di una famosa serie televisiva.

Il set de I delitti del BarLume, per gli appassionati di gialli in tv
Infatti c’è anche un motivo in più per cui il nome di Marciana Marina suona familiare anche a chi l’Elba non l’ha mai visitata: qui viene girata la celebre serie tv “I delitti del BarLume”, tratta dai romanzi di Marco Malvaldi.

Il paese si trasforma ogni anno nella fittizia Pineta, e proprio in piazza della Vittoria viene ricostruito il bar del protagonista Massimo Viviani.

Passeggiando lungo il porticciolo capita quindi di riconoscere angoli visti decine di volte in tv, e chi è appassionato della serie, non può fare a meno di fermarsi a cercare gli scorci più iconici tra il lungomare e la Torre degli Appiani.

Dal mare alla montagna in pochi minuti di curve
Lasciata Marciana Marina, la strada ha cominciato a salire verso l’entroterra fino a portarci a Poggio, arroccato sotto il Monte Capanne e avvolto dai boschi di castagni tipici di questo versante dell’isola.

Il paese conserva ancora la sua caratteristica struttura a chiocciola medievale, con vicoli stretti e lastricati in granito che si stringono tutti intorno alla piazzetta della Chiesa di San Niccolò.

La chiesa, edificata probabilmente nel XII secolo, è un raro esempio di architettura a doppia funzione: sacra e difensiva, con due bastioni cinquecenteschi che ne fiancheggiano la facciata, testimonianza dei tempi in cui le incursioni dei pirati barbareschi imponevano di fortificare anche i luoghi di culto. Nelle cappelle laterali sono esposti magnifici dipinti ottocenteschi.
Proprio davanti alla chiesa, in netto contrasto con quella mole austera, si trova una scultura firmata dallo scultore Giò Pomodoro, pensata come punto di riferimento e bussola direzionale della piazza.

Poggio ha visto passare più di un personaggio illustre: poco fuori dal paese si trova la Fonte Napoleone, dove l’Imperatore in esilio si affidava alle acque locali cercando sollievo dai suoi mali, e nel cuore del borgo si trovano targhe di personaggi che qui hanno soggiornato.

Passeggiare per Poggio significa lasciarsi guidare senza fretta tra vicoli in pietra, scalinate e piccoli passaggi che si aprono all’improvviso su scorci panoramici.

Le antiche scalinate, impreziosite da vasi di fiori, portoni in legno e facciate in pietra, raccontano la storia di un paese che ha conservato intatta la propria identità. Salendo verso i punti più alti del borgo si scoprono terrazze naturali e piazzette silenziose, luoghi perfetti per fermarsi qualche minuto e ammirare il paesaggio.

Poggio è uno di quei borghi che non si visitano seguendo un itinerario preciso: il suo fascino sta proprio nel perdersi tra i vicoli, lasciandosi sorprendere da dettagli, archi in pietra, scorci fioriti e panorami che rendono ogni passeggiata un’esperienza autentica.

E poi c’è lui, il panorama: dal punto più alto del paese lo sguardo spazia su Marciana e sul Monte Capanne, in uno dei colpi d’occhio più belli di tutta la giornata.

Degustare l’Elba alla Cantina Battani
L’Elba ha una tradizione vitivinicola antica e vini tutti da scoprire, dal profumato Aleatico Passito, simbolo dell’isola, ai bianchi freschi e ai rossi intensi ottenuti dai vitigni locali. Lasciato Poggio, prima di rientrare verso La Pila, una sosta all’Azienda Agricola Battani è d’obbligo!

É stata un’occasione per degustare i vini direttamente nel loro territorio, conoscere la storia dei produttori e scoprire il legame speciale tra vigneti, mare e paesaggio elbano. Un’esperienza autentica che completa alla perfezione un viaggio sull’isola.

Una pausa dal rombo del motore, immersi nel silenzio della campagna elbana, con un bicchiere di vino locale e due chiacchiere, prima di ripartire verso casa.

Il bilancio di una tappa che resta nel cuore
Chiudere questa parte del secondo giorno del nostro tour in moto all’Isola d’Elba tra Marciana Marina, Poggio e la sosta in cantina è stata una scelta che rifaremmo senza pensarci due volte.

Dopo la scoperta del borgo di Marciana, il contrasto tra il paese di mare, il borgo di montagna e una sosta in cantina, ha reso la giornata ancora più completa, mostrandoci facce diverse della stessa isola: quella vivace e salmastra del porto, quella arroccata e silenziosa della montagna e quella rilassata dei vigneti.

Domani si riparte alla scoperta di altre località, ma il ricordo di questa giornata, tra il molo di Marciana Marina e i vicoli di Poggio, resterà uno dei momenti più belli di tutto il viaggio.

Per il nostro tour abbiamo indossato:
Giacca Acerbis ON ROAD RUBY uomo
Giacca Acerbis RAMSEY VENTED 2.0 donna
Jeans Acerbis PRO ROAD uomo
Casco Nolan N120-1 con auricolari N-COM Mesh
La nostra moto ha “indossato” pneumatici Avon Spirit ST
© Testo e foto Style&Sport Magazine











