Andrea Roggi all’Elba: 50 anni di creazione
Arte, natura e storia si incontrano alla Villa dei Mulini e nelle Ville Napoleoniche
Durante la visita alle Ville Napoleoniche, tappe del nostro tour all’Isola d’Elba, abbiamo incontrato le opere di 50 Years of Creation, la mostra di Andrea Roggi.

Qui l’arte contemporanea non è semplicemente esposta dentro un museo. Le sculture di Andrea Roggi entrano in dialogo con la storia dell’isola, con gli spazi delle residenze napoleoniche e soprattutto con quel paesaggio mediterraneo che, all’Elba, sembra sempre essere protagonista.

La mostra di Andrea Roggi arriva all’Isola d’Elba
La mostra è visitabile all’Isola d’Elba fino al 31 agosto 2026, con un percorso diffuso tra la Palazzina dei Mulini, Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio.

Ed è proprio questa la prima cosa che colpisce: sull’Elba le opere non sembrano semplicemente “messe” in un luogo. Sembrano appartenere a quel luogo.
Alla Villa dei Mulini tra arte e memoria
La nostra visita alla Villa dei Mulini ci ha permesso di vedere da vicino uno degli aspetti più interessanti della mostra. La residenza napoleonica porta con sé una storia importante e, inevitabilmente, una forte presenza del passato.

Inserire qui le opere di Roggi significa quindi creare un confronto tra epoche molto diverse. Da una parte ci sono le stanze, l’architettura e la memoria di Napoleone; dall’altra ci sono le forme contemporanee dell’artista, che parlano di natura, crescita, energia e futuro.

È un dialogo che funziona proprio perché non cerca di cancellare le differenze. Al contrario, le mette in evidenza.
Mentre si osservano le sculture, viene naturale spostare lo sguardo dall’opera all’ambiente che la circonda e poi tornare nuovamente alla materia. È come se la visita diventasse un continuo passaggio tra passato e presente.
Cinquant’anni di ricerca tra materia e natura
Il titolo 50 Years of Creation racconta già molto del progetto. La mostra ripercorre oltre mezzo secolo di attività di Andrea Roggi, dagli anni Ottanta fino alle opere più recenti.

Non siamo quindi davanti soltanto a una raccolta di lavori, ma a un percorso che permette di capire come il linguaggio dell’artista sia cambiato nel tempo mantenendo alcuni temi fondamentali.
Uno dei più evidenti è il rapporto tra uomo e natura. Nelle sue sculture la figura umana si intreccia spesso con alberi, rami e radici. La natura non è semplicemente un elemento decorativo, ma diventa parte integrante della rappresentazione dell’essere umano.

E forse è proprio questo uno dei motivi per cui le opere sembrano trovare sull’Elba un ambiente particolarmente adatto.
L’Albero della Vita e il significato delle sculture
Tra i simboli più importanti della ricerca di Roggi c’è l’Albero della Vita, che ritorna attraverso figure, rami e radici.

Le radici diventano così memoria, appartenenza e legame con ciò che viene prima di noi. I rami suggeriscono invece crescita e apertura verso il futuro. Le figure umane sembrano stare nel mezzo, come parte di un sistema molto più grande.
La Villa di San Martino e il dialogo con la storia
Il progetto espositivo continua alla Villa di San Martino, altro luogo legato alla presenza di Napoleone all’Elba. Anche qui la scelta della sede non è casuale. Le opere di Roggi entrano in relazione con un ambiente che racconta una parte fondamentale della storia dell’isola e dell’Europa.

La memoria diventa quindi uno dei fili conduttori della mostra. Non soltanto la memoria individuale, ma quella dei luoghi, delle comunità e delle generazioni.

È forse questo il punto in cui arte e viaggio si incontrano meglio. Quando visitiamo un’isola come l’Elba, infatti, non vediamo soltanto paesaggi belli da fotografare. Attraversiamo luoghi che hanno una storia e che continuano, in qualche modo, a raccontarla.

Dalla materia al paesaggio dell’Elba
Un altro elemento interessante è il rapporto tra le sculture e il paesaggio.
Il bronzo, materiale ricorrente nella produzione di Roggi, ha una presenza forte e concreta. Le forme sono solide, ma allo stesso tempo sembrano cercare un movimento verso l’alto. Le figure si trasformano, gli alberi diventano percorsi e le sfere richiamano un’energia che sembra attraversare la materia.

All’Elba questo rapporto diventa ancora più evidente. Basta uscire dagli spazi espositivi per ritrovarsi davanti al mare, alla luce e all’orizzonte. E così l’opera contemporanea non rimane confinata all’interno della mostra, ma continua idealmente nel paesaggio.

È una delle cose che abbiamo apprezzato maggiormente durante la visita: la sensazione di non essere davanti a un’esposizione isolata dal viaggio, ma a un’esperienza che ne diventa parte.
Un percorso che va oltre la semplice retrospettiva
50 Years of Creation non sembra voler essere soltanto una retrospettiva celebrativa. Il progetto mette insieme opere storiche, lavori recenti e installazioni per raccontare un’evoluzione artistica, ma soprattutto una visione.

La ricerca di Roggi attraversa temi universali come la crescita, la rinascita, la conoscenza e il rapporto tra le generazioni. Temi che possono essere letti in molti modi e che, proprio per questo, non richiedono necessariamente una conoscenza approfondita dell’arte contemporanea per essere compresi.

Forse è anche questo il bello della mostra: si può arrivare davanti a una scultura senza sapere nulla dell’artista e lasciarsi semplicemente guidare dalle forme e dalle sensazioni.
Una tappa da aggiungere a un viaggio all’Elba
Se state organizzando un viaggio all’Isola d’Elba nell’estate 2026, la mostra di Andrea Roggi può essere una tappa interessante da inserire nell’itinerario, soprattutto se vi trovate a Portoferraio.

La visita alla Villa dei Mulini si inserisce naturalmente in un percorso dedicato alla storia napoleonica dell’isola, ma permette anche di cambiare prospettiva e di guardare questi luoghi attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.


Ed è proprio questo che ci ha lasciato la nostra visita durante il tour: la sensazione che arte, storia e paesaggio possano raccontare la stessa destinazione da punti di vista completamente diversi.