Vinitaly 2025 chiude con numeri da record
La fiera si chiude a Verona con quasi 100mila visitatori e buyer da oltre 130 Paesi: numeri, atmosfera e impatto sul turismo del vino in Italia
C’è sempre un momento in cui le luci dei padiglioni si abbassano, i calici vengono riposti e Verona torna lentamente al suo ritmo normale. È successo anche quest’anno con la conclusione di Vinitaly 2025, uno degli eventi più attesi da appassionati di vino, operatori del settore e viaggiatori curiosi.

La 57ª edizione si è chiusa con circa 97mila presenze complessive e con un dato che racconta bene quanto l’evento sia diventato internazionale: oltre 32mila buyer arrivati da più di 130 Paesi.

Passeggiando tra i padiglioni negli ultimi giorni della fiera si percepiva chiaramente quell’energia tipica dei grandi eventi: incontri improvvisati tra produttori e ristoratori, degustazioni che diventano racconti di territorio e una città intera che per qualche giorno vive a ritmo di vino.

Verona capitale del vino (e del viaggio)
Durante Vinitaly, Verona non è solo una città da visitare, ma diventa una vera destinazione di viaggio per chi vuole capire cosa sta succedendo nel mondo del vino italiano. Migliaia di professionisti, ma anche tanti visitatori internazionali, arrivano qui per scoprire nuove etichette, parlare con i produttori e, inevitabilmente, esplorare la città e i dintorni.

Non è un caso che negli ultimi anni si parli sempre di più di enoturismo. Proprio a Vinitaly sono stati presentati nuovi progetti legati alle esperienze nelle cantine e ai viaggi dedicati al vino, segno che il turismo enogastronomico continua a crescere e a diventare un motore importante per molte regioni italiane.

Chi arriva per la fiera spesso resta qualche giorno in più: tra il centro storico, il Lago di Garda e le colline della Valpolicella, l’esperienza si trasforma facilmente in un vero itinerario di viaggio.

Numeri importanti e segnali dal mercato
I dati finali raccontano un’edizione positiva, soprattutto considerando il momento non semplice per il settore. L’aumento dei buyer internazionali, in crescita rispetto all’anno precedente, conferma che il vino italiano continua ad avere una forte attrattiva nei mercati esteri. Tra i Paesi più presenti si segnalano Stati Uniti, Germania e Regno Unito, mentre alcuni mercati asiatici mostrano segnali più cauti.

Non sono solo numeri: dietro a queste statistiche ci sono accordi commerciali, nuove collaborazioni e soprattutto relazioni costruite faccia a faccia, che restano uno degli aspetti più importanti di una manifestazione come Vinitaly.

L’atmosfera che resta dopo la fiera
Quando un evento come Vinitaly finisce, resta sempre una sensazione particolare. Da un lato la stanchezza di quattro giorni intensi, dall’altro la consapevolezza di aver partecipato a qualcosa che racconta bene l’Italia del vino oggi: tradizione, innovazione e tanta voglia di guardare avanti.

Per chi ama viaggiare seguendo i sapori dei territori, Vinitaly è anche questo: un punto di partenza. Perché spesso, dopo aver assaggiato un vino in fiera, nasce la voglia di andare a vedere da vicino il luogo da cui arriva. Ed è proprio lì che il viaggio continua…

Foto di: ManuelA Caviglia