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Oderzo e Portobuffolè: due borghi veneti da scoprire

Dalla storia romana di Oderzo ai canali medievali di Portobuffolè, un viaggio tra arte, monumenti e atmosfere autentiche

Eccoci di nuovo in viaggio con la EMC6. Lasciata alle spalle Treviso e le colline della Strada del Prosecco, la rotta punta decisa verso est, in direzione Pordenone.

È in questo tratto che arrivano due soste inaspettate e perfettamente complementari: Oderzo e Portobuffolè. Due luoghi diversi, ma legati dallo stesso filo fatto di tempo, silenzio e bellezza discreta.

Oderzo, la storia sotto i piedi

Pochi chilometri dopo Treviso, Oderzo appare come una città dal fascino discreto. Qui il passato romano è presente sotto i piedi e tra le piazze: l’antica Opitergium non è solo un ricordo, ma un vero strato di storia da attraversare mentre si cammina.

Il centro è ordinato, elegante e perfetto per passeggiate tranquille. Ogni angolo racconta storie di mercanti, cittadini e viaggiatori di secoli fa.

Gli appassionati di storia e archeologia possono visitare la Pinacoteca e il Museo Archeologico Uno Bellis, che conserva reperti preziosi dell’epoca romana e medievale, completando così un percorso culturale che unisce archeologia, arte e vita cittadina.

Ma il borgo è un museo a cielo aperto, un luogo in cui passato e presente convivono armoniosamente.

Oderzo e Portobuffolè

Oderzo è ideale per chi vuole rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere dai dettagli nascosti tra strade e piazze.

Il cuore pulsante è Piazza Grande, dove si percepisce subito la fusione tra passato e presente: il Duomo domina con la sua facciata elegante, mentre attorno si snodano vie e scorci pieni di dettagli da scoprire.

L’interno del Duomo è uno spazio che merita attenzione: la luce che filtra dalle vetrate mette in risalto affreschi e statue, creando un’atmosfera quasi sospesa nel tempo.

Gli altari laterali e l’architettura armoniosa invitano a soffermarsi, mentre ogni dettaglio racconta secoli di devozione, arte sacra e storia locale.

È uno di quei luoghi dove silenzio e bellezza si fondono, rendendo la visita un’esperienza sensoriale oltre che culturale.

Oderzo e Portobuffolè

Un elemento che dovete assolutamente vedere è la meridiana (un analemma in realtà) disegnata vicino al Duomo. É tra i più grandi d’Italia Se capitate lì alle 12 (le 13 durante l’ora legale) potete notare che l’ombra tracciata dal pinnacolo del Duomo indica la posizione del Sole nel cielo nei vari mesi dell’anno. Intorno sono indicati i 12 segni zodiacali.

Su Piazza Duomo si affacciano anche il Torresin e il Torreson, torri che custodiscono secoli di storia cittadina,

Il Torresin è la torre dell’orologio e corrisponde all’entrata meridionale delle mura cittadine. Durante il periodo veneziano era la sede del Podestà.

Passeggiando per Via Mazzini non è raro imbattersi in resti romani che raccontano l’antica Opitergium, con colonne, pavimenti e frammenti archeologici che emergono come testimonianze silenziose di secoli fa.

Oderzo e Portobuffolè

Proseguiamo e arriviamo in Via dei Mosaici dove ci sono i resti di una Domus Romana. Si può ancora vedere una parte della pavimentazione.

Via Umberto I regala poi scorci di vita quotidiana, botteghe e caffè dove fermarsi e respirare l’atmosfera autentica della città. Qui si trovano dei bei palazzi, di cui uno in particolare con la facciata ricoperta di mosaici.

Oderzo e Portobuffolè

Costeggiando il fiume Monticano, arrivate al ponte dei Donatori di Sangue, un ponte ad arco che attraversa il fiume. Fu costruito nel 2015, anno di posa della prima pietra.

Se poi avete voglia di un dettaglio curioso, la Muterà di Colfrancui è uno di quegli elementi che aggiungono carattere a Oderzo. Si tratta di un tumulo artificiale da cui è emerso un nucleo funerario paleoveneto.

Oderzo è quindi una città che non urla, ma che conquista passo dopo passo. Ogni angolo racconta storie di mercanti, cittadini e viaggiatori di secoli fa, rendendo la passeggiata un vero viaggio nel tempo senza allontanarsi dal presente. Prima di lasciarla però uno spritz è proprio quello che ci vuole!

Portobuffolè, il borgo che ti sorprende

Percorriamo una decina di chilometri e arriviamo a Portobuffolè, una piccola gemma che sembra sospesa nel tempo. La sua antica origine e l’architettura medievale offrono uno sfondo pittoresco per un viaggio alla scoperta delle radici profonde dell’Italia.

Oderzo e Portobuffolè

Passeggiare per le viuzze acciottolate e i canali silenziosi significa lasciarsi guidare da storie di donne illustri e cavalieri, di battaglie e di pace, vivendo un’esperienza che rimane impressa nel cuore.

Portobuffolè deve parte del suo fascino anche a Dante Alighieri, che nel Purgatorio, Canto XVI, cita Gaia da Camino, signora del borgo, lodandone grazia e bellezza. Questo riferimento letterario aggiunge un livello unico di fascino storico e culturale, rendendo il borgo imperdibile per chi ama la letteratura e la storia.

Nel centro spiccano la Torre Civica e la Porta Friuli, simboli delle antiche fortificazioni, e il Duomo di San Marco, del Quattrocento, che secondo la leggenda sarebbe stato realizzato riciclando una sinagoga dell’epoca.

Sulla piazza si affaccia anche il Monte di Pietà che fu istituito nel 1480 dopo la cacciata degli ebrei. Riconoscete l’edificio anche dagli affreschi che rappresentano la Fama, la Giustizia, la Carità e la Pace. Sulla facciata si nota anche il Leone di San Marco.

Oderzo e Portobuffolè

Proseguendo si arriva a Piazza Ghetto dove durante il periodo veneziano viveva la comunità ebraica. Dove ora sorge il Duomo, c’era la Sinagoga.

Portobuffolè non è solo da visitare: qui la storia si respira ad ogni passo, e il borgo diventa un luogo da vivere, dove il tempo sembra rallentare e i dettagli più piccoli raccontano secoli di fascino e cultura.

Oderzo e Portobuffolè

Il fascino tranquillo delle piccole città venete

Portobuffolè e Oderzo mostrano un Veneto più raccolto, lontano dai percorsi più turistici. Sono tappe che arricchiscono il viaggio, che lo trasformano in esperienza e non solo in spostamento.

Oderzo aggiunge storia e memoria, Portobuffolè fa proseguire il viaggio con delicatezza. Lasciamo così la provincia di Treviso e ripartiamo verso Pordenone.

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