Cultura

Museo Etnografico “C’era una volta”: un viaggio nella storia

Ad Alessandria, all’interno di una caserma risalente al 1700 detta “Gambarina Vecchia”, una vasta area espositiva fa compiere al visitatore un tuffo nel passato

Il Museo Etnografico “C’era una volta” è nato nel 1983 come un modesto museo di storia naturale all’interno della scuola elementare di Valle San Bartolomeo, in provincia di Alessandria., grazie all’intraprendenza dell’associazione “Amici del Museo di Valle San Bartolomeo”.

Museo Etnografico "C'era una volta"

L’evoluzione negli anni

Questo gioiello culturale ha subito un’evoluzione straordinaria.

Museo Etnografico "C'era una volta"

Dal 1994, il museo si è trasferito nei locali dell’incantevole “Gambarina Vecchia”, edificio settecentesco ex caserma Napoleonica, nel cuore della città, e si è arricchito di una sezione etnografica che rappresenta una testimonianza vivida delle vite dei contadini e degli artigiani del passato.

L’antica costruzione con il lungo spazio suddiviso da pilastri ottagonali reggenti le volte a crociera, ben si presta ad ospitare la ricostruzione dei vari ambienti del passato.
Il Museo è un fulgido esempio di come la storia e la tradizione possano essere catturate e conservate.

Museo Etnografico “C’era una volta”: percorso di visita

L’esposizione si snoda su due piani, portando i visitatori in un viaggio affascinante attraverso le fasi e i momenti cruciali della vita quotidiana nel mondo del lavoro contadino e artigianale.

Museo Etnografico "C'era una volta"

L’obiettivo principale del Museo “C’era una volta” è quello di preservare la memoria delle attività produttive della civiltà contadina tradizionale tra l’Ottocento e il Novecento. Ogni dettaglio esposto è una testimonianza di un’epoca passata e di tradizioni che rischiano di andare perdute nel turbine del progresso.

Ci ha accompagnato nella nostra visita Gianni Cestino, custode del “sapere” della storia della Gambarina.

Museo Etnografico "C'era una volta"

Si inizia dal piano inferiore con i vari temi: i fiumi, la campagna, i mestieri e il ciclo della vita.

I fiumi e la campagna

Fino alla metà del’900 l’attività ittica era fonte di reddito, favorita dai fiumi Tanaro e Bormida. Pertanto Alessandria era terra di pescatori.. L’imbarcazione tipica utilizzata era il burchiello (burcè), una barca con un remo lungo tre metri. Il nostro viaggio nel passato inizia proprio da questa sezione.

Sulle rive del Tanaro solitamente era presente il “tumbarèl”, carro per trasportare la ghiaia, prelevata dal letto del fiume, utilizzata dai muratori.

Particolari gli ambienti con attrezzi agricoli che raccontano la vita contadina. Tutti i manichini sono dipinti.

I mestieri

In stretto connubio con l’attività contadina e ittica, c’era quella degli artigiani: il calzolaio, il falegname e il fabbro.

Il ciclo della vita

Gli ambienti domestici, arredati con autenticità, permettono ai visitatori di immergersi completamente nel passato. Sono riprodotti i momenti essenziali di vita, dalla nascita al matrimonio.

Molto suggestivo l’accostamento di due ambienti entrambi con una culla dove però le condizioni di vita sono diverse.
Nel primo una culla imponente, ancorata al pavimento e impreziosita dal tulle, ha accanto la balia per far addormentare il neonato.

Museo Etnografico "C'era una volta"

Accanto una casa più modesta, con una culla dondolata dalla nonna.

Proseguendo è riprodotta la stanza dei giochi, anch’essa con nette differenze tra i ceti sociali: i bambini dei benestanti avevano giocattoli comprati o regalati mentre quelli delle famiglie modeste, si costruivano semplici giocattoli con materiali di recupero.

Museo Etnografico "C'era una volta"

Di fronte sono presenti due vetrine con giochi da bambine e da bambini.

I bambini crescono e vanno a scuola…

Museo Etnografico "C'era una volta"

L’ambiente successivo è la cucina, il luogo più caldo durante l’inverno.

Un bimbo dei nostri giorni osserva con curiosità e meraviglia tutti gli oggetti che lui non ha mai visto e il luogo dove nonni, figli e nipoti vivono tutti insieme.

Passiamo alla camera da letto, gelida d’inverno. Per scaldare il letto si ricorreva al “prete” un trabiccolo ovale su cui si posava uno scaldino con la brace.

Museo Etnografico "C'era una volta"

Accanto il baule del corredo, orgoglio per la ragazza e causa anche di nozze sfumate se mancava qualcosa…

I giovani sono chiamati a combattere a causa dello scoppio della Prima Guerra mondiale.

Suggestivi i cimeli di guerra custoditi nelle vetrine.

Arriviamo al matrimonio, momento conclusivo del ciclo della vita. Quando gli sposi uscivano dalla chiesa, la sposa tagliava il cordino teso al loro passaggio per segnalare l’uscita dalla casa paterna per entrare in quella del marito.

Un nonno col suo nipotino ci accompagnano alla fine di questo percorso. Il bimbo ci indica un mondo “moderno”, quello delle fabbriche, che ci attende al piano superiore.

Gianni ci fa notare una macchina da cucire solo per pellicce…

Museo Etnografico

… e una comoda da viaggio.

Ambienti e territori all’interno del Museo Etnografico

Saliamo al piano superiore dove ci attende un quadro delle attività lavorative di una città operaia quale era Alessandria.

Il settore si apre con una panoramica sugli strumenti musicali, dove ritroviamo la ditta Monferrato, per passare all’esposizione di apparecchi radio fabbricati in città.

Fiore all’occhiello della città è la famosa azienda Borsalino alla quale è anche dedicato un museo in Corso Cento Cannoni ad Alessandria.

Il percorso continua con vetrine dedicate ad altre realtà alessandrine come Guala, Paglieri, i cicli Meazzo e tante altre che hanno fatto la storia della città.

Per gli appassionati di motori uno sguardo al circuito Bordino e a Forti, presente in F1 nel 1995.

Un tuffo nel passato: l’aula scolastica

Nel Museo è allestita una fedele ricostruzione di un’aula anni ’30.

Museo Etnografico "C'era una volta"

La cattedra è rialzata un modo da controllare anche gli alunni seduti in fondo. Sopra c’è un vecchio registro ed accanto notiamo una stufa.

I banchi, a due posti, con sopra vecchie cartelle sono disposti su più file.

Museo Etnografico

In fondo all’aula c’è un catino che serviva al maestro per lavarsi le mani.

Un viaggio indietro nel tempo, un’opportunità di scoprire e apprezzare le radici della comunità locale e di riconnettersi con le tradizioni che hanno plasmato la vita di generazioni.

Il Museo Etnografico è molto più di un semplice luogo di esposizione; è un tesoro culturale che celebra il passato e il patrimonio della città in modo affascinante e coinvolgente. Visitatelo per scoprire altri tesori!

Per info e visite visitate il sito www.museodellagambarina.com

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