Cultura

Mostra A tavola a Torino: la storia d’Italia nel piatto

La mostra racconta il Risorgimento attraverso il cibo: date, percorso, eventi e partner fino al 4 aprile 2027

Se state pensando a un weekend a Torino tra autunno e primavera, c’è una buona ragione per prenotare. La mostra A tavola a Torino ha aperto il 21 ottobre 2026 e resta in programma fino al 4 aprile 2027. Si tiene al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, a Palazzo Carignano, nel Corridoio dell’Aula della Camera Italiana (piazza Carlo Alberto 8). Il titolo completo è “A tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento”. La curatrice è la storica Ilaria Porciani. Il filo rosso è semplice e sorprendente: per capire come è nata l’Italia, basta guardare cosa e come mangiava.

mostra A tavola a Torino

Dalla Francia alla trincea: cosa si vede in mostra

Il percorso parte dalla fine del Settecento, quando chi voleva cucinare bene guardava a Parigi. Lo ammetteva senza giri di parole perfino Francesco Leonardi nel 1790. Il ricettario più fortunato dell’epoca, Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi (1766), era di fatto ispirato a un testo francese. Da qui la cucina italiana comincia, piano piano, a camminare con le proprie gambe.

Le sezioni successive raccontano un Paese-mosaico. Ci sono le cucine cittadine, i dolci inventati nei conventi, le cucine in ghisa, le ghiacciaie e la toque, l’alto cappello a pieghe riservato al capocuoco. Non mancano la fame vera, fatta di polenta e acciughe appese, e i banchetti dei signori, con il servizio “alla russa” che sostituisce quello “alla francese”. Si chiude con la Grande Guerra, quando i fanti contadini scoprono una cucina comune. Pasta cotta nelle casse di cottura, scatolette, e un vitto più ricco di quello di casa. Ed è proprio lì, dicono i curatori, che prende forma un’alimentazione nazionale.

Artusi, Cavour e i protagonisti della tavola

Il cuore della mostra è La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, pubblicato da Pellegrino Artusi nel 1891. È il primo ricettario davvero italiano, nato da un dialogo continuo con le lettrici di ogni ceto. Artusi, tra l’altro, ammetteva candidamente il suo debito verso il sapere popolare. Sul fronte torinese, invece, c’è Cavour, che aveva il suo tavolo fisso al Del Cambio.

mostra A tavola a Torino

Tra le curiosità raccolte ce n’è una che vale il viaggio. Il 10 febbraio 1848, per l’annuncio dello Statuto Albertino, a Torino si servì un banchetto con il menu scritto in italiano anziché in francese. Una piccola rivoluzione, anche questa, passata dalla tavola.

Il contributo di Barilla: libri rari, una targa mai esposta e trafile in bronzo

Tra i partner culturali c’è anche Barilla, che partecipa attraverso tre patrimoni: Academia Barilla, Archivio Storico Barilla e Museo della Pasta. Dalla Biblioteca Gastronomica di Academia Barilla arrivano 10 menu storici e 23 volumi ottocenteschi. Tra questi spicca l’unico esemplare presente in Italia del Cuciniere italiano moderno, stampato a Livorno nel 1851.

mostra A tavola a Torino

L’Archivio Storico Barilla porta invece una rara targa pubblicitaria in latta del 1913, realizzata con la tecnica della cromolitografia. È stata acquistata e restaurata di recente e non era mai stata mostrata al pubblico. Raffigura il primo marchio del Pastificio Barilla, ideato da Emilio Trombara: un garzone che versa un uovo gigantesco in una madia colma di farina. Dal Museo della Pasta, infine, arrivano matterelli, speronelle e trafile in bronzo di metà Ottocento, provenienti dallo storico pastificio Celle di Chiavari. Sono oggetti piccoli, ma raccontano bene la fatica quotidiana del fare cucina.

Fuori Menu: il gioco touch per entrare nelle cucine dell’Ottocento

Se viaggiate con bambini o con amici poco inclini ai musei, sappiate che qui si gioca. Fuori Menu, firmato da Indici Opponibili, è un gioco su tavolo touch. Bisogna preparare ricette storiche nell’ordine giusto, entro un tempo limite, per comporre menu degni dei grandi banchetti. Man mano si sbloccano le “pillole”, curiosità che non compaiono nel percorso espositivo. Si va dal dolce che Mazzini mandò alla madre dall’esilio svizzero al “pane e cacio” di Garibaldi a Teano.

Eventi, talk e cene: la mostra esce dal museo

Il vero punto di forza, per chi viaggia, è il public programme. La mostra esce dalle sale e si sparpaglia per la città. Al museo ci sono otto incontri, tra cui la lectio magistralis di Alessandro Barbero il 9 dicembre sugli orari e i riti della tavola ottocentesca. Il 3 febbraio va in scena una disputa tra Alberto Grandi e Nicola Perullo, con una domanda che divide: la cucina italiana esiste davvero?

Fuori dal museo il calendario è ancora più goloso. Il 29 gennaio si parla di vermouth con il Salone del Vermouth. Il 12 febbraio tocca al cioccolato, con CioccolaTò. Il 3 marzo c’è un incontro esperienziale sulle caramelle nello storico Baratti & Milano. Il 6 marzo, al museo, va in scena lo spettacolo teatrale Il canto delle ricette. Al Del Cambio, a pochi passi, tre serate speciali: il 3 febbraio e il 3 marzo con piatti ispirati al Cuoco piemontese, il 10 febbraio con il menu dello Statuto Albertino.

mostra A tavola a Torino

E se volete organizzarvi con calma: ogni sabato alle 11 ci sono tour guidati di due ore tra i caffè storici. Ogni domenica, a pranzo o a cena, itinerari tra i ristoranti del Circuito Mangébin sulle tracce dei piatti codificati da Artusi.

Informazioni utili per organizzare la visita

La mostra è promossa dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Piemonte e Città di Torino. Qui ulteriori informazioni.

Foto dal sito ufficiale museorisorgimentotorino

Condividi