Eventi

Misano esplode di rosso per il WDW 2026

Il World Ducati Week del Centenario a Misano Adriatico registra oltre 118.000 presenze da 94 Paesi: spettacolo, show di droni e una community globale in festa

Il WDW 2026 del Centenario, firmato Ducati, non è stato semplicemente un evento a cui assistere.

È stato qualcosa da vivere dall’interno, giorno dopo giorno, respirando quell’energia continua che solo a Misano Adriatico si può trovare quando il circuito si trasforma nel centro del mondo delle due ruote.

WDW 2026: tre giorni dentro la festa Ducati

Per tre giorni siamo stati lì, dentro il paddock del Misano World Circuit, passando da un’attività all’altra senza quasi accorgerci del tempo che scorreva.

Un flusso continuo di moto, persone, storie e rumore di motori che rendeva difficile distinguere un momento dall’altro… nel senso più bello possibile.

Il giro in pista del venerdì e la strada verso Riccione

Il momento che probabilmente resterà più impresso è stato il giro in pista del venerdì, quando la parata ha preso vita e ha iniziato a muoversi come un unico enorme serpentone rosso guidato da Claudio Domenicali e dal Sindaco di Misano Fabrizio Piccioni insieme al management Ducati.

Essere parte di quei chilometri di moto che lasciavano il circuito per dirigersi verso Riccione, è stato qualcosa di difficile da raccontare a parole.

Non era solo un giro: era una colonna ininterrotta di passione che attraversava la Riviera Romagnola, tra saluti, clacson, persone ai bordi della strada e la sensazione di far parte di qualcosa di enorme.

La tappa al Samsara Beach è stata la classica parentesi perfetta: mare, musica, caschi appoggiati ovunque e la sensazione che tutto fosse incredibilmente naturale, come se una parata di quel tipo appartenesse davvero alla città.

A rendere ancora più entusiasmante la serata, gli Shazami, duo musicale comico e irriverente formato dai conduttori e artisti Federico Russo e Francesco Mandelli.

Sabato sera: il circuito che diventa una festa

Se il venerdì è stato il giorno della strada, il sabato è stato quello del circuito trasformato in palcoscenico con una celebrazione condotta dalla voce di Francesco Pannofino che ha raccontato il legame unico tra la Casa di Borgo Panigale e la sua community.

Dentro il paddock del World Ducati Week, la giornata si è chiusa con una festa che non aveva nulla di “chiuso” o formale.

Un unico grande evento diffuso, con musica, persone, piloti e la sensazione costante che ogni angolo del circuito fosse vivo.

Un momento unico, con ben 36 piloti schierati in pista con le loro moto nell’anno in cui Ducati festeggia anche la sua centesima vittoria in MotoGp.

Poi, quando il sole è sceso, è arrivato lo spettacolo del Centenario: droni nel cielo e immagini della storia Ducati disegnate sopra la pista.

In quel momento il circuito si è fermato davvero per qualche minuto, quasi a guardare se stesso.

La Lenovo Race of Champions e lo spettacolo in pista

In mezzo a tutto questo, la parte sportiva non è stata un contorno ma un vero pilastro del weekend.

La Lenovo Race of Champions ha messo in griglia i migliori piloti Ducati MotoGP, WorldSBK, WSSP e dei principali campionati nazionali.

Tutti in sella a esemplari esclusivi di Panigale V4 Tricolore, personalizzati con le rispettive livree racing.

A conquistare la vittoria Nicolò Bulega davanti ad Alberto Surra e Lorenzo Baldassarri.

Vedere in pista nomi come Francesco Bagnaia e Marc Márquez insieme a leggende come Casey Stoner, Troy Bayliss e Loris Capirossi ha reso tutto ancora più surreale.

Non sembrava una gara “evento”, ma una gara vera con dentro però un’energia diversa.

Lo spettacolo del freestyle motocross che ha fatto trattenere il fiato

Tra un’attività e l’altra, una delle cose che ha davvero catalizzato l’attenzione è stato lo spettacolo di freestyle motocross.

Nel mezzo del paddock del Misano World Circuit, il tempo sembrava fermarsi ogni volta che i rider prendevano velocità per lanciare le loro evoluzioni.

I piloti Massimo BianconciniCorey Creed e Diego Manenti hanno elettrizzato il pubblico esibendosi con salti ed evoluzioni estreme, cavalcando per la prima volta in assoluto le nuove moto da cross Desmo450 MX

Vederli volare letteralmente sopra le strutture dell’evento, tra backflip e acrobazie a pochi metri dal pubblico, dava quella sensazione un po’ incredula che solo questo tipo di show riesce a creare dal vivo.

Le moto che si staccavano da terra, il silenzio istantaneo della folla prima dell’atterraggio e poi l’esplosione di applausi: tutto contribuiva a rendere quel momento uno dei più spettacolari del weekend.

Tre giorni senza pause, dentro una community globale

Una delle cose più evidenti è stata la quantità di persone. Non solo numeri, ma facce, lingue, storie. I Ducati Official Club hanno portato a Misano 275 gruppi da tutto il mondo, riempiendo ogni spazio possibile con bandiere, colori e moto.

Tra un’attività e l’altra, tra test ride, incontri e aree tematiche, la sensazione era quella di muoversi dentro una città temporanea costruita attorno a una passione comune.

Un viaggio tra passato, presente e futuro

Il bello del WDW del Centenario è che non era solo festa. C’era anche molta storia e molta visione.

L’Heritage Village raccontava un secolo di evoluzione con la mostra “100 anni, 100 Storie, una Leggenda”.

Il Ducati Heritage Contest, che ha premiato le moto più rappresentative per stato di conservazione, originalità e valore storico.

Ad aggiudicarsi il primo posto è stato Piero Guerrini con la sua Ducati 996 SPS Factory Replica del 1999.

Il Ducati World guardava avanti con anteprime e innovazioni. A catalizzare l’attenzione sono state la Superleggera V4 Centenario e la Collezione 100, espressione della capacità di Ducati di trasformare un secolo di storia in moto destinate e diventare oggetti da collezione.

Lo sguardo è stato rivolto anche al futuro, con la presentazione in anteprima della nuova Desmo450 SM, la prima Supermotard della Casa di Borgo Panigale.

Un paddock che è anche una grande rete di partner

Un altro aspetto che colpisce, quando si vive il World Ducati Week dall’interno, è quanto sia enorme la macchina che lo rende possibile. Non è solo un evento di moto e spettacolo, ma un ecosistema costruito insieme a tantissimi partner che contribuiscono a ogni dettaglio dell’esperienza.

Oltre a Lenovo, title partner della Lenovo Race of Champions e della Lenovo V2 Future Champ Academy, un mondo di collaborazioni che va dai partner dei prodotti a marchio Ducati come Safilo, Piquadro, PittaRosso, Locman, Italpreziosi, Poste Italiane, Depot, Quad Lock e Grani&Partners, fino ai fornitori storici che lavorano da anni allo sviluppo delle moto di serie: Shell, Termignoni, Pirelli, Akrapovič, WRS, Bosch, Brembo e STM.

Girando per il Tech Village si percepiva bene anche il contributo dei partner tecnici e dell’abbigliamento.

Nolan, Givi, Dainese, Arai, Ilmberger Carbon Parts, NGK e Spidi, hanno reso ogni area più immersiva e concreta, quasi come un’estensione del mondo racing.

Anche la presenza di Marc Marquez ha reso la zona ancora più elettrizzante!

E poi ancora le presenze legate all’esperienza complessiva dell’evento, da Contadi Castaldi a Cuisine Barista, da Teckell a Summertrade per il food & beverage, passando per DHL come partner logistico, Edelweiss Bike Travel per i viaggi e 3DBeta e Andreani, che hanno supportato le attività del service Ducati.

Più che una semplice lista di sponsor, dall’interno si percepisce tutto come una rete che lavora insieme per far funzionare qualcosa che, per tre giorni, sembra quasi muoversi da solo.

Incontri, autografi e momenti con i piloti

Una delle cose che ha reso il WDW del Centenario ancora più speciale è stata la possibilità di vivere da vicino i piloti, non solo quelli di oggi ma anche le leggende che hanno scritto la storia di questo mondo.

Tra sessioni di autografi, incontri e chiacchiere veloci, il contatto con i piloti è stato continuo e molto più informale del solito.

In particolare, ha colpito la presenza di figure storiche come Casey Stoner, accolto da una vera e propria folla di fan per foto e firme, insieme agli altri campioni che hanno fatto la storia recente e passata di Ducati.

Sono quei momenti che, più delle gare o degli show, restano impressi perché ti fanno percepire quanto questo mondo sia costruito davvero attorno alle persone e non solo alle moto.

Un finale che resta addosso

Alla fine di quei tre giorni la sensazione è strana: non è solo stanchezza, ma qualcosa di più simile a un pieno di energia.

Il World Ducati Week 2026 non è stato un evento da vedere, ma un’esperienza dentro cui entrare.

E quando si esce dal circuito, resta addosso quella cosa difficile da spiegare: l’idea di aver fatto parte, anche solo per un weekend, di qualcosa di molto più grande.

Condividi