Da Pordenone a Sacile: un viaggio lento tutto da scoprire
Sacile, Parco di Villa Varda e Prata di Pordenone: borghi tra acqua e natura
Il bello di soggiornare a Pordenone è proprio questo: ogni giornata può trasformarsi in una nuova scoperta. Dopo Aviano e Polcenigo è il momento di puntare verso Sacile, elegante cittadina attraversata dalle acque del Livenza, passando tra parchi storici e centri abitati che sanno sorprendere senza fare rumore.

Prata di Pordenone, semplicità che conquista
Prata di Pordenone non cerca di stupire, ed è proprio questo il suo punto di forza. È una località che racconta il territorio nella sua normalità, tra verde, spazi aperti e vita quotidiana.

Qui respiriamo l’autenticità di una zona che vive lontano dal turismo di massa, perfetta per chi ama osservare, camminare e lasciarsi guidare dalla curiosità.

Una delle gemme più affascinanti è il Tempio di San Giovanni dei Cavalieri, un’antica chiesa con origini medievali legate all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme.

Attraversiamo il Giardino dei Semplici per raggiungere la Chiesa.

Non lontano si trova la Chiesa di Santa Lucia, la parrocchiale del paese, le cui origini risalgono al Medioevo: nel corso dei secoli è stata ampliata e modificata, e ancora oggi offre uno sguardo sulla devozione e l’arte sacra locale, con restauri e dettagli architettonici che riflettono diverse epoche .

L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata sulla quale si affacciano quattro cappelle laterali.

Passeggiando tra le vie, vale la pena fermarsi anche al Capitello Brunetta, un piccolo sacello stradale che custodisce un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna con il Bambino, attribuito a Gianfrancesco da Tolmezzo, uno dei maggiori pittori friulani del XV secolo.

Questo capitello è ciò che resta della piccola abside di un antico oratorio, salvato nel tempo grazie alla devozione popolare e oggi restaurato per continuare a raccontare la storia artistica del luogo

Parco di Villa Varda, tra natura e romanticismo
Il Parco di Villa Varda, a Brugnera, è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di presentazioni altisonanti. Parcheggiamo la EMC 6 e ci addentriamo nel parco.

Viali alberati, prati curati e angoli silenziosi lo rendono ideale per una passeggiata lenta o per un momento di relax lontano dal traffico.

La villa e il suo parco offrono un perfetto equilibrio tra storia, architettura e natura: grandi viali alberati, prati curati e angoli silenziosi creano un’atmosfera ideale per passeggiate lente o momenti di relax.

Il complesso, risalente al XVIII secolo, conserva elementi architettonici eleganti e raffinati, tipici delle dimore nobiliari del Friuli.

Al suo interno si trova l’oratorio della Madonna del Carmine, in restauro durante la nostra visita.

Il parco, progettato con gusto classico, permette di ammirare alberi secolari, siepi geometriche e scorci pittoreschi che ricordano i giardini all’italiana.

È un luogo dove la natura sembra dialogare con la storia, perfetto per chi ama camminare senza fretta e lasciarsi sorprendere da dettagli che raccontano il passato della regione.

Il parco diventa sede di iniziative legate alla lettura e alla cultura organizzate dalla biblioteca comunale di Brugnera.

Sacile, il “giardino della Serenissima”
Sacile sorprende sempre, anche chi pensa di conoscerla già. Elegante, attraversata dall’acqua e con un centro storico curato, è una tappa che unisce storia e piacevolezza.

La città è attraversata dal fiume Livenza, che ne disegna il profilo con eleganza, tra ponti storici e scorci pittoreschi.

Iniziamo la visita dall’imponente torrione di San Rocco con resti di mura in Largo Salvadorini. La presenza del Leone alato di San Marco, è una testimonianza diretta della presenza della Repubblica della Serenissima con l’allora doge Giovanni Mocenigo.

Proseguiamo verso Piazza del Popolo, nel cuore della città, che nacque come emporio a servizio dello scalo merci del porto fluviale.

La lieve pendenza del terreno verso sud testimonia ancora oggi questa funzione originaria. Lo spazio fu chiuso nella seconda metà del Cinquecento, quando l’attività portuale cessò definitivamente.

La piazza è circondata da una serie di palazzi-fondaco edificati nei primi decenni del Seicento, periodo in cui l’area venne bonificata e pavimentata con pietre e ciottoli.

Da Piazza del Popolo è facilmente raggiungibile il Ponte della Vittoria, raccordo tra due parti della città, risalente al XVII sec.

Ritorniamo in Piazza del Popolo per raggiungere un altro ponte, il Ponte della Pietà.

Da non perdere la vicina Chiesa di Santa Maria della Pietà con il suggestivo porticato d’ingresso: un atrio a doppio loggiato sulle acque del Livenza.

Le eleganti decorazioni interne e l’atmosfera raccolta, invita a una sosta contemplativa durante la passeggiata in città.

Continuiamo la nostra passeggiata e arriviamo a Piazza Duomo dove si trova il Duomo di Sacile, dedicato a San Nicolò. La facciata rinascimentale, armoniosa e articolata in tre livelli, è coronata da tre statue in pietra raffiguranti San Nicolò, la Madonna e San Liberale.

Il campanile, alto 52 metri fu edificato nel 1568. Nonostante l’inclinazione dovuta al terreno sabbioso e ai terremoti, domina la piazza con il suo pinnacolo ottagonale, sormontato da un angelo anemoscopo in bronzo.

L’interno, a tre navate con pianta a croce latina, presenta arcate gotiche, abside poligonale e soffitto a capriate lignee. Lungo le navate si conservano importanti pale d’altare, tra cui la Pala di San Nicolò Vescovo di Francesco Dal Ponte detto il Bassano su quella sinistra.

Il presbiterio è introdotto da un arco trionfale affrescato da Pino Casarini con gli Apostoli e l’Annunciazione.

Nell’abside spicca la Vergine in trono con il Bambino circondata da santi e angeli musicanti, affiancata dalle scene della Crocifissione e della Resurrezione.

Usciti dalla Chiesa ci avviamo verso il Torrione del Duomo da dove si gode di un panorama incantevole!

Sacile è una tappa ideale per chi soggiorna a Pordenone: permette di unire la bellezza urbana dei ponti e delle piazze alla spiritualità e all’arte custodite nelle chiese, il tutto senza fretta, passeggiando tra vicoli e rive suggestive del fiume Livenza.

Un soggiorno a Pordenone che sa di scoperta
É ora di far rientro alla “base”. Dormire a Pordenone e muoversi ogni giorno verso una meta diversa permette di vivere il territorio senza corse e senza stress.
