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Cosa vedere a Portoferraio in un giorno

Alla scoperta della città tra dimore napoleoniche, fortezze, museo, teatro e spiagge

Il nostro terzo giorno in moto all’Isola d’Elba è dedicato a Portoferraio, una città che riesce a sorprendere per la varietà delle esperienze che offre.

Cosa vedere a Portoferraio

Dopo aver visitato Marciana e con la sua imponente fortezza nei giorni precedenti, oggi cambiamo completamente scenario e ci immergiamo nella storia napoleonica, nelle fortificazioni medicee e nelle spiagge della costa nord.

Una giornata intensa ma ben organizzata, che ci permetterà di alternare visite culturali, relax sul mare e una piacevole serata a Marina di Campo.

Prima tappa: Villa di San Martino

La giornata inizia da Villa di San Martino, la residenza estiva di Napoleone Bonaparte immersa nella campagna elbana.

Cosa vedere a Portoferraio

È qui che Napoleone immaginò il suo rifugio privato, lontano dalla vita ufficiale della città. Nel 1814 acquistò la proprietà dalla famiglia Manganaro e iniziò a trasformarla secondo i propri gusti.

La sua idea era quella di creare una dimora elegante e confortevole, degna delle residenze che aveva conosciuto durante gli anni trascorsi in Francia.

Cosa vedere a Portoferraio

Gli ambienti interni sono distribuiti su due piani e le sale sono ricche di riferimenti alla vita e alle esperienze dell’imperatore, con decorazioni che contribuiscono a creare un’atmosfera decisamente particolare.

Tra gli ambienti più curiosi c’è la Sala Egizia, dove una vasca ottagonale ospita piante di papiro e le pareti sono decorate con un grande trompe-l’oeil dedicato alla campagna d’Egitto. È un chiaro richiamo a una delle spedizioni più celebri della carriera di Napoleone e rappresenta uno degli elementi decorativi più originali della villa.

Altrettanto interessante è la Sala del Nodo d’Amore, dove il soffitto racconta simbolicamente il legame tra Napoleone e Maria Luisa. Al centro della decorazione compaiono due colombi che, allontanandosi, tengono stretto il cosiddetto nodo d’amore.

La Galleria Demidoff e la trasformazione della villa

Nel 1851 la proprietà venne acquistata dal conte Anatolio Demidoff, marito di Matilde di Monfort, nipote di Napoleone. Grande appassionato d’arte e affascinato dalla figura dell’imperatore, Demidoff decise di trasformare San Martino in un luogo destinato a celebrare la memoria napoleonica.

Cosa vedere a Portoferraio

Entrando nella Galleria Demidoff si cambia completamente atmosfera. Le sale ospitano incisioni, litografie e acqueforti che raccontano la figura di Napoleone nelle sue diverse vesti, da generale a imperatore.

Non mancano i ritratti dei familiari, degli ufficiali della Grande Armée e le rappresentazioni delle principali battaglie napoleoniche.

Durante la nostra visita la villa ospita anche una suggestiva mostra dell’artista Andrea Roggi. Si tratta di un’esposizione che merita un approfondimento dedicato e che abbiamo raccontato in un articolo separato, così da lasciare spazio, in questo itinerario, alle tante attrazioni che Portoferraio offre durante una giornata di visita.

La Galatea del Canova

Tra le opere che attirano maggiormente l’attenzione all’interno della galleria c’è anche la Galatea di Antonio Canova, una scultura particolarmente preziosa che aggiunge un ulteriore tassello al legame tra arte, Napoleone e la famiglia Bonaparte.

Cosa vedere a Portoferraio

L’opera è tradizionalmente associata a Paolina Borghese, sorella di Napoleone, che avrebbe posato come modella per la figura. Originariamente la scultura era destinata a impreziosire i giardini della Palazzina dei Mulini, la residenza napoleonica nel centro di Portoferraio che sarà la nostra prossima meta..
Terminata la visita, risaliamo in moto e raggiungiamo il centro cittadino.

A piedi nel cuore storico di Portoferraio

Parcheggiata la moto, iniziamo l’esplorazione della città a piedi. È la scelta migliore, perché il centro storico si visita con calma, passeggiando tra vicoli, scalinate e piazze che si affacciano sul porto.

Iniziamo dal Duomo che si affaccia sulla piazza della Repubblica vicino a dove abbiamo parcheggiato. Dedicato alla Natività della Beata Vergine Maria, fu costruito nel 1549, lo stesso anno in cui ebbe inizio la realizzazione di Cosmopoli, la città fortificata voluta dai Medici.

L’edificio oggi rispecchia la struttura assunta all’inizio del XIX secolo, quando le due cappelle laterali, aggiunte nel 1623 alla chiesa costruita in età cosimiana, furono trasformate in navate.

Cosa vedere a Portoferraio

All’interno si trova l’altare settecentesco dedicato alla Madonna del Buon Viaggio, un’opera che richiama profondamente la vocazione marinara di Portoferraio. La città, legata da sempre al mare e alla navigazione, affida simbolicamente la propria “navicella” alla protezione della Vergine. Nella pala d’altare, infatti, la navicella ricompare come ex voto in argento, che un angelo porge alla Madonna

Con una passeggiata di poco più di 5 minuti, arriviamo alla Villa dei Mulini, la residenza ufficiale di Napoleone durante il suo esilio all’Isola d’Elba.

Cosa vedere a Portoferraio

Affacciata tra Forte Falcone e Forte Stella, conserva ancora oggi il fascino di una dimora storica capace di raccontare un momento fondamentale della storia europea.

L’edificio, costruito nel 1724 per volere del Granduca Gian Gastone de’ Medici, aveva in origine un aspetto molto diverso da quello che vediamo oggi. Napoleone fece eliminare alcuni edifici militari per ricavare un elegante giardino all’italiana, mentre vennero realizzati anche un salone delle feste e nuovi ambienti destinati alla vita privata dell’imperatore. Il vicino teatro fu ristrutturato e l’antico carcere venne trasformato in scuderia.

Cosa vedere a Portoferraio

La visita si sviluppa attraverso gli ambienti principali della residenza, tra cui il salone, la biblioteca e la camera da letto di Napoleone.

Del mobilio originale è rimasto ben poco. Gli ambienti sono stati quindi arredati con mobili ottocenteschi in stile Impero, che permettono comunque di ricreare l’atmosfera elegante della piccola corte napoleonica.

Particolarmente interessante è la biblioteca, che conserva una parte importante della raccolta di libri legata alla permanenza dell’imperatore sull’isola.

Prima di proseguire la nostra passeggiata, ci soffermiamo anche nel giardino che dalla villa scende verso il mare. Qui spiccano due statue: una Minerva, considerata di origine molto antica, e una copia della Galatea del Canova, la cui opera originale è quella vista alla Villa San Martino.

Cosa vedere a Portoferraio

Cosa vedere a Portoferraio: Forte Falcone

Proseguiamo poi verso Forte Falcone, una delle tre grandi fortificazioni che, insieme al Forte Stella e alla Torre della Linguella, costituivano il sistema difensivo della città medicea di Cosmopoli, l’antico nome di Portoferraio.

Oltre ai panorami spettacolari sul golfo, durante la nostra visita abbiamo potuto ammirare anche la mostra allestita negli spazi della fortezza, che arricchisce ulteriormente l’esperienza.

Costruito a partire dal 1548 il forte occupa la parte più alta della città, a circa 79 metri sul livello del mare. La sua posizione non è casuale: dall’alto domina Portoferraio e offre una vista spettacolare sul porto e sul tratto di costa circostante.

Superato l’imponente ingresso, ci addentriamo tra bastioni, camminamenti e ambienti che raccontano la funzione militare della struttura.

Seguendo i percorsi lungo le mura si arriva fino al fronte rivolto verso il mare, dove la posizione a strapiombo sulla scogliera costituiva già una difesa naturale.

Ma Forte Falcone oggi non è soltanto una testimonianza militare. I suoi spazi ospitano diverse esposizioni che permettono di conoscere meglio la storia di Portoferraio e dell’Elba.

Particolarmente interessante è la mostra “Cosmopoli – Portoferraio medicea”, dedicata alla nascita e allo sviluppo della città fortificata voluta da Cosimo I de’ Medici. Attraverso dipinti, documenti e antiche cartografie si può seguire l’evoluzione di Portoferraio dalla sua fondazione fino al Settecento.

Durante la nostra visita abbiamo avuto modo di scoprire anche la sezione ceramica dedicata all’artista Italo Bolano, con opere donate dallo stesso artista.

La visita al Forte Falcone è quindi un’occasione per unire storia, arte e panorami. E, per chi arriva fin quassù, il vero premio è proprio la vista: da questa posizione Portoferraio appare in tutta la sua bellezza, con il mare che circonda la città e le fortificazioni che ne raccontano ancora oggi il passato.

Pranzo nel centro storico

Dopo una mattinata ricca di storia è il momento di concedersi una pausa. Ci fermiamo a pranzo nella piazza principale di Portoferraio, scegliendo uno dei locali con tavoli all’aperto.

È uno di quei momenti che fanno parte del viaggio tanto quanto le visite ai monumenti: osservare la vita del centro storico, gustando la cucina locale, permette di respirare davvero l’atmosfera della città.

Il Teatro dei Vigilanti

Riprendiamo la passeggiata raggiungendo il Teatro dei Vigilanti, conosciuto anche come Teatro Napoleonico. Piccolo, elegante e ricco di storia, rappresenta uno dei luoghi meno conosciuti di Portoferraio, ma merita sicuramente una sosta durante la visita del centro.

Cosa vedere a Portoferraio

La sua storia è strettamente legata alla permanenza di Napoleone sull’isola e contribuisce a rendere ancora più completo il percorso dedicato all’imperatore.

L’edificio nacque come Chiesa del Carmine, costruita nel Settecento, ma quando Napoleone arrivò all’Elba nel 1814 decise di trasformarla in un piccolo teatro destinato a spettacoli, feste e momenti di ritrovo della sua corte. Il progetto venne affidato all’architetto Paolo Bargigli, che realizzò la caratteristica platea a ferro di cavallo circondata da quattro ordini di palchi e dal loggione.

Ancora oggi sono riconoscibili alcuni elementi dell’antica chiesa, come le colonne laterali e l’abside, mentre della fase napoleonica rimane uno dei dettagli più preziosi: il sipario dipinto da Vincenzo Antonio Revelli, lo stesso artista che aveva decorato gli ambienti delle residenze di Napoleone. La scena rappresenta un paesaggio bucolico nel quale l’imperatore è raffigurato nelle vesti di Apollo, dio delle arti.

Cosa vedere a Portoferraio

Il teatro venne inaugurato nel gennaio del 1815. Dopo la partenza dell’imperatore continuò a essere utilizzato per spettacoli e feste, attraversando poi diverse vicissitudini fino a un lungo periodo di abbandono.

Restaurato più volte nel corso del Novecento, il Teatro dei Vigilanti è tornato a essere uno dei luoghi culturali più importanti di Portoferraio.

Nel 2015 il Comune di Portoferraio dedicò il teatro al celebre tenore elbano Renato Cioni, scomparso l’anno precedente e conosciuto come “La voce dell’Elba”. Nato in una famiglia di pescatori, iniziò a cantare nel Duomo di Portoferraio e proseguì gli studi al Conservatorio di Firenze. La sua carriera lo portò sui più importanti palcoscenici internazionali, accanto a grandi nomi della lirica come Maria Callas, Renata Scotto e Tito Gobbi.

Nel 2025 è stato inoltre inaugurato “Il Teatro e la sua storia”, un percorso permanente che racconta attraverso pannelli, immagini e contenuti multimediali la storia dell’edificio e il suo legame con Portoferraio.

Per noi è una breve ma interessante tappa della passeggiata nel centro storico. Dopo ville e fortificazioni, il teatro aggiunge un’altra sfumatura al racconto della città e ci ricorda quanto fosse vivace la vita culturale della piccola corte napoleonica sull’Elba.

Cambio di programma: destinazione mare

Nel primo pomeriggio raggiungiamo il Museo Archeologico della Linguella, ma scopriamo che l’apertura è prevista soltanto alle 17.

Invece di aspettare inutilmente, decidiamo di sfruttare al meglio il tempo a disposizione. Riprendiamo la moto e ci dirigiamo verso una delle spiagge più belle della costa di Portoferraio.

La Spiaggia della Sorgente

La nostra scelta ricade sulla Spiaggia della Sorgente, raggiungibile percorrendo la stessa strada che conduce alla celebre Spiaggia di Sansone. Solo nell’ultimo tratto il sentiero si divide: da una parte Sansone, dall’altra La Sorgente.

Quest’ultima ci conquista subito per il mare limpidissimo, i ciottoli bianchi e l’atmosfera più tranquilla. È il luogo ideale per rilassarsi qualche ora, fare snorkeling e godersi il colore incredibile dell’acqua!

Ritorno a Portoferraio: il Museo Archeologico della Linguella

Verso le 18 rientriamo nel centro storico per visitare finalmente il Museo Archeologico della Linguella, ospitato all’interno degli antichi magazzini del sale della Fortezza della Linguella. Una visita che permette di fare un vero viaggio nel passato dell’Isola d’Elba e dell’intero Arcipelago Toscano.

Le sale raccolgono reperti di epoca etrusca e romana, databili dall’VIII secolo a.C. fino al V secolo d.C., provenienti sia da scavi sulla terraferma sia da ritrovamenti subacquei. Anfore, vasi, armi e utensili recuperati da relitti, necropoli, ville e antichi insediamenti raccontano quanto fosse importante l’Elba nelle rotte commerciali del Mediterraneo.

I pannelli presenti nelle sale aiutano a ricostruire questa lunga storia, mostrando come le isole dell’Arcipelago fossero al centro di intensi scambi commerciali e culturali.

La Torre del Martello, la sentinella all’ingresso del porto

Usciti dal Museo Archeologico, ci troviamo davanti a uno dei simboli più riconoscibili di Portoferraio: la Torre del Martello, conosciuta anche come Torre della Linguella. La sua caratteristica forma ottagonale e la posizione direttamente sugli scogli, proprio all’ingresso del porto, rendono immediatamente evidente quale fosse la sua funzione originaria: controllare e proteggere l’accesso alla darsena.

La torre venne progettata da Giovanni Camerini nel 1548 e completata pochi anni dopo, nell’ambito del grande progetto di fortificazione voluto da Cosimo I de’ Medici per la nascente Cosmopoli. La struttura colpisce ancora oggi per il contrasto tra il rosso dei mattoni e il calcare rosa chiaro utilizzato per gli spigoli, impreziosito da alcuni elementi in marmo bianco.

Saliamo al suo interno dove è allestita una mostra. Magnifico il panorama che si puà ammirare dalle sue finestre-

Nel corso dei secoli la Torre della Linguella cambiò più volte funzione. Dopo essere stata utilizzata per scopi difensivi, ospitò i magazzini del sale e quelli legati alla lavorazione e conservazione del tonno. Nel Settecento venne infine trasformata in carcere.

Proprio la sua funzione carceraria è legata a una delle storie più curiose della torre. Per questo motivo è conosciuta anche come Torre di Passannante, dal nome dell’anarchico Giovanni Passannante, rinchiuso qui dopo l’attentato al re Umberto I nel 1878. Le condizioni della sua detenzione furono estremamente dure e i suoi lamenti, secondo la tradizione, erano udibili dai marinai che passavano nei pressi della torre.

Anche un altro personaggio destinato a diventare protagonista della storia italiana trascorse un periodo nella Linguella. Nel 1933 vi fu infatti detenuto Sandro Pertini, in attesa del processo per un episodio avvenuto durante la sua detenzione politica.

La sorpresa sotto la torre

La storia della Linguella riserva però un’ultima sorpresa. Durante i lavori di restauro eseguiti nel 1977, necessari dopo i danni subiti durante la guerra, vennero riportati alla luce i resti di un’antica villa romana.

Una scoperta che aggiunge un ulteriore tassello alla lunga storia di questo angolo di Portoferraio: sotto la fortezza medicea sono emerse infatti tracce di un passato ancora più antico, a testimonianza di quanto questa posizione fosse strategica già in epoca romana.

Dopo aver visitato il museo e osservato da vicino la Torre del Martello, concludiamo così la nostra immersione nella storia di Portoferraio.

A questo punto la giornata volge ormai al termine e possiamo riprendere la moto per l’ultima parte del nostro itinerario, prima della serata a Marina di Campo.

Una sosta alle Grotte

Prima di lasciare Portoferraio facciamo un’ultima deviazione verso il sito archeologico delle Grotte, lungo la strada che conduce verso La Pila.

Purtroppo troviamo l’accesso chiuso e non riusciamo a capire se si tratti di una chiusura temporanea o definitiva. Ci accontentiamo quindi di osservare l’antica villa romana dall’esterno e di scattare qualche fotografia, con la speranza di poterla visitare durante un futuro viaggio.

Marina di Campo chiude la giornata

La serata si conclude a Marina di Campo, che ci accoglie con un’atmosfera completamente diversa rispetto a quella vissuta durante il giorno.

Le vie del centro sono animate dall’Elba Music Awards e sul palco si esibisce la Liveplay Band, una delle tribute band dei Coldplay più apprezzate in Italia. Tra musica, negozi aperti e il lungomare illuminato, concludiamo nel migliore dei modi una giornata intensa, fatta di storia, mare e divertimento.

Il nostro consiglio

Se vi state chiedendo come visitare Portoferraio in un giorno, questo itinerario si è rivelato davvero efficace. La mattina è perfetta per dedicarsi alle ville napoleoniche e alle fortezze, il primo pomeriggio può essere riservato al mare, mentre le ultime ore della giornata sono ideali per visitare il Museo Archeologico della Linguella, approfittando dell’apertura pomeridiana.

È un percorso che permette di vivere tutte le anime di Portoferraio senza fretta, alternando cultura, panorami e relax, proprio come dovrebbe essere una giornata all’Isola d’Elba.

Cosa vedere a Portoferraio

Per il nostro tour abbiamo indossato:

Giacca Acerbis ON ROAD RUBY uomo
Giacca Acerbis RAMSEY VENTED 2.0 donna
Jeans Acerbis PRO ROAD uomo
Casco Nolan N120-1 con auricolari N-COM Mesh
La nostra moto ha “indossato” pneumatici Avon Spirit ST

© Testo e foto Style&Sport Magazine

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