Cosa vedere a Conegliano tra colline, storia e vino
Tra città e vigneti, Conegliano apre il tour della Strada del Prosecco
Conegliano è la tappa chiave di un viaggio che parte da Treviso ed esplora la Strada del Prosecco. Un itinerario che attraversa colline, borghi e vigneti iconici del Veneto.

Dal Trevigiano alle colline UNESCO
Partendo da Treviso, Conegliano si raggiunge facilmente e segna l’ingresso ufficiale tra le Colline del Prosecco. Questo paesaggio è patrimonio UNESCO e si snoda tra Conegliano e Valdobbiadene. Un fazzoletto di terra ricco di cantine, strade panoramiche e piccoli borghi carichi di storia.

Il Castello di Conegliano come punto di partenza
La nostra visita inizia dal Castello di Conegliano. Dall’alto, lo sguardo spazia dalla città fino alle colline che accompagnano la Strada del Prosecco verso Valdobbiadene.

Il Castello è riconoscibile dalla Torre della “Campana”, così chiamata perché un tempo ospitava la campana magna che convocava la popolazione e annunciava l’inizio del Consiglio cittadino.

Oltre a questa Torre, dei vari edifici che costituivano la Rocca di Castelvecchio, è rimasta la Torre “Mozza”, ora ristorante.

Parcheggiamo (gratuitamente) la nostra EMC 6 nel piazzale antistante il Castello dove si trova la chiesa di Sant’Orsola, dedicata a San Leonardo di Limoges, patrono di Conegliano.

Il suo campanile, ristrutturato nel 1611, è ancora oggi una presenza simbolica che richiama la storia più antica della città. In passato l’edificio non ebbe solo una funzione religiosa, ma fu anche sede del potere civile, confermando il ruolo strategico dell’area.

Le prime testimonianze della chiesa risalgono al 1179 e il suo destino è sempre stato intrecciato a quello del Castello di Conegliano, condividendone le vicende e le trasformazioni nel corso dei secoli. Purtroppo durante la nostra visita la chiesa era chiusa per cui non visitabile.

Oggi il castello ospita il Museo Civico di Conegliano, diviso per piani in diverse sezioni. Le collezioni comprendono una ricca pinacoteca, un lapidario e sale dedicate alla vita quotidiana dell’epoca veneziana.

All’ingresso ci accoglie la gentilissima Rachele che ci racconta un po’ di storia del Castello. Iniziamo la nostra visita dalla pinacoteca al piano terra.

All’interno troviamo anche una sezione archeologica che documenta la presenza umana sul colle fin dalla preistoria.

Tra le opere spiccano affreschi di grande valore, come quello attribuito al Pordenone, insieme a cicli quattrocenteschi provenienti dal territorio e dipinti di scuola veneta legati a nomi come Cima da Conegliano e Palma il Giovane.

Non mancano sculture e reperti archeologici che ampliano lo sguardo ben oltre l’epoca medievale, restituendo l’immagine di un luogo abitato e vissuto per millenni.

Gli spazi a cui si accede sono molto suggestivi come la sala del camino veneziano “a cappello di doge”.

Salire i vari piani ci porta indietro nel tempo. Ovunque si sposta il nostro sguardo possiamo scorgere una parte di storia.

La visita si conclude sulla terrazza panoramica dove lo sguardo abbraccia il centro storico e si spinge fino alle colline circostanti. È qui che il Castello di Conegliano rivela appieno il suo ruolo: non solo fortezza e museo, ma vero punto di connessione tra storia, arte e paesaggio.

Dopo aver concluso l’interessantissima visita, passeggiamo per i giardini del castello dove si trovano statue ed altri manufatti artistici.

A questo punto, vista l’ora, un pranzo al ristorante “Al Castello” ci sembra d’obbligo…

Stiamo leggeri, ma no possiamo che essere soddisfatti per gli squisiti gnocchi di patate al ragù d’anatra e il classico coniglio “in tecia”!

Decisamente soddisfatti del pranzo, decidiamo di proseguire a piedi la nostra visita del borgo, partendo proprio dal Castello.

Convento di S. Francesco
Ci incamminiamo lungo la strada che porta al paese e arriviamo all’ormai ex-convento di San Francesco, un tempo sul colle di S.Biagio e dal 1411 ricostruito all’interno della città.

Un tempo costituito da due chiostri con pozzo centrale nel 1812, quando il convento fu soppresso per volere napoleonico, un chiostro fu distrutto per ricavare la piazza d’armi.

Le mura carraresi che caratterizzano la cinta muraria si sviluppava attorno al borgo e al castello con tratti molto robusti e diverse torri di guardia, alcune delle quali ancora visibili.

Arriviamo al Brolo di San Francesco, quello che fu l’orto-giardino annesso all’antico convento francescano. La casa visibile sulla destra, ha inglobato i resti di una antica torre.

La Chiesetta della Madonna della Neve
In corrispondenza di un’antica torre-porta, l’oratorio sorge nel punto in cui si apriva l’accesso dal borgo all’ultimo tratto della strada che conduceva alla rocca, noto come “Porta della Castagnera”.

La dedicazione alla Madonna della Neve, attestata a partire dalla metà del Seicento, segna un passaggio significativo: da luogo di preghiera riservato all’aristocrazia coneglianese a oratorio di culto popolare.

La venerazione della Madonna della Neve affonda le sue radici nella tradizione legata alla basilica romana di Santa Maria Maggiore e alla leggenda medievale della miracolosa nevicata del 5 agosto sul colle Esquilino.

L’edificio attuale, restaurato nel 1992 grazie all’intervento della sezione locale degli Alpini, conserva sostanzialmente l’aspetto assunto nel corso del Settecento. All’interno si conserva l’affresco della Madonna del Latte, attribuito a Giovanni Antonio da Meschio e realizzato poco dopo la metà del Quattrocento. In seguito, il pittore coneglianese Francesco Beccaruzzi, dipinse una schiera di angeli musici e due angeli.

Conegliano punto di equilibrio del nostro viaggio
All’interno di un tour con base a Treviso, Conegliano rappresenta il mix perfetto tra città e campagna, tra cultura e natura. Non siamo ancora immersi totalmente tra i vigneti, ma è quel punto in cui il viaggio cambia scenario e comincia a raccontare davvero il territorio.

Perché Conegliano resta una tappa fondamentale
Visitare Conegliano durante un tour lungo la Strada del Prosecco significa dare struttura all’esperienza perché trasforma un itinerario enogastronomico in un viaggio dove ogni tappa ha un senso e ogni panorama una storia da raccontare. È tempo di risalire sulla nostra EMC 6 per proseguire verso la prossima tappa: Vittorio Veneto.
