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Cantina Rocca Sveva: un viaggio nella storia del vino

Gallerie sotterranee, storia del vino e degustazione per scoprire l’anima della cantina

Ci sono visite che iniziano già durante il viaggio, e quella alla Cantina Rocca Sveva è stata una di queste. Arrivare tra le colline del territorio di Soave a bordo della Lotus Emeya 600 Sport SE, la super berlina elettrica inglese, rende tutto ancora più speciale. Silenziosa, elegante e perfetta per attraversare i paesaggi del Veneto dove i vigneti sembrano disegnati dal pennello di un pittore.

Una volta arrivati, capiamo subito che la cantina non è solo un luogo di produzione, ma un vero e proprio centro dedicato all’ospitalità e alla cultura del vino.

Ad accoglierci c’è Noemi, la guida che ci accompagnerà durante la visita raccontando la storia e i segreti di questo luogo che rappresenta il centro di eccellenza della cooperativa.

Qui, infatti, si produce una gamma più limitata di vini destinati soprattutto al mondo della ristorazione e dell’hotellerie, con un’attenzione particolare alla qualità e alla selezione delle uve.

Una cantina tra storia e innovazione

La visita inizia dagli spazi esterni dove si scopre che Rocca Sveva non è solo una cantina produttiva. Il complesso comprende anche Villa Giavarina, una villa ottocentesca che oggi ospita sale degustazione e ambienti dedicati agli eventi.

Intorno giardini botanici, terrazze panoramiche e persino un piccolo vigneto sperimentale nato grazie alla collaborazione con l’Università di Verona e l’Istituto di Conegliano Veneto.

C’è anche il ristorante interno, la Locanda del Borgo, aperta nel 2012 per offrire ai visitatori un’esperienza completa.

Arriva il momento di entrare nella parte più affascinante: il cuore produttivo!

Cantina Rocca Sveva

Le gallerie sotterranee scorrono sotto il Monte Tenda, proprio nella zona dove sorge il Castello di Soave. Qui la temperatura resta costante tra i 14 e i 16 gradi, ideale per la conservazione del vino.

Cantina Rocca Sveva

Tra botti di rovere e lunghi affinamenti

Camminando tra le bottiglie sui remuage e le vecchie mura si ha davvero la sensazione di entrare in un mondo nascosto.

Il percorso inizia con la zona dedicata ai vini rossi più strutturati. Qui dominano grandi botti di rovere di Slavonia, alcune con una capacità che supera i 12 mila litri.

Cantina Rocca Sveva

All’interno maturano vini importanti come il Ripasso e l’Amarone, che restano in affinamento per anni prima di arrivare sul mercato.

Noemi racconta quanto sia delicato e minuzioso il lavoro dietro ogni bottiglia: dalla selezione delle uve fino alla preparazione delle botti, che richiede tempi lunghi e lavorazioni precise.

Cantina Rocca Sveva

Durante la visita si scopre anche come funziona il Metodo Classico per gli spumanti della cantina: bottiglie che riposano per anni, ruotate lentamente per portare i sedimenti verso il collo e poi sboccate per ottenere un vino elegante e complesso.

Noemi ci illustra poi la mappa dei vigneti che ci fa capire meglio come avviene la loro produzione.

Cantina Rocca Sveva

Arriviamo nella parte più suggestiva della cantina. La nostra preparatissima guida ci racconta che. grazie al ritrovamento di un antico bunker, si decise di sfruttare il passaggio già esistente per realizzare quella che inizialmente doveva diventare un’unica lunga galleria sotterranea.

Il progetto prevedeva uno sviluppo di circa 130 metri, ma durante gli scavi i lavori si fermarono davanti alla parete che oggi si vede alla fine del percorso.

Cantina Rocca Sveva

Proprio lì, infatti, fu scoperta una piccola sorgente d’acqua naturale, una fonte con una caduta costante durante tutto l’anno. Una presenza inattesa che ha cambiato i piani iniziali, ma che allo stesso tempo si è rivelata preziosa: è proprio grazie a questa sorgente che all’interno della galleria si mantengono condizioni ideali, con una temperatura stabile e un livello di umidità intorno al 78–80%.

Per questo motivo il progetto originale venne modificato e la galleria fu adattata alla conformazione del luogo.

Cantina Rocca Sveva

Concludiamo il percorso in galleria passando anche per antichi attrezzi e foto d’epoca.

Arriviamo in una grande sala dove un tempo si produceva il vino. É una zona caratteristica con gabbie con le migliori annate dell’amarone, dal 1986 alla 2006.

Noemi ci spiega che anche il territorio ha un ruolo fondamentale.

Cantina Rocca Sveva

Le uve provengono da diverse zone, ognuna con caratteristiche diverse: terreni vulcanici ricchi di mineralità, aree più rocciose della Valpolicella e zone moreniche che favoriscono una maturazione particolare delle viti.

La degustazione finale: tre vini per capire il territorio

Dopo aver attraversato gallerie, botti e sale storiche, arriva il momento più atteso: la degustazione. È qui che tutto quello che abbiamo visto prende davvero forma nel calice.

Il primo vino, Equipe5, è uno spumante metodo classico, elegante e con una bollicina molto fine.

Cantina Rocca Sveva

Al naso emergono note che ricordano il pane e i lieviti, mentre al palato risulta morbido e raffinato, perfetto come aperitivo o con piatti di pesce.

Cantina Rocca Sveva

Si passa poi al Soave Classico Castelcerino, un bianco prodotto con uve Garganega in purezza.

È un vino fresco ma strutturato, con profumi di frutta e una caratteristica nota finale leggermente mandorlata. Un vino versatile, che si abbina facilmente a molti piatti e che racconta bene il territorio da cui nasce.

Infine arriva il protagonista della parte più intensa della degustazione: l’Amarone.

Un vino che richiede anni di pazienza e che rappresenta una delle espressioni più importanti della produzione della cantina.

Cantina Rocca Sveva

Degustarlo dopo aver visto dove e come matura rende l’esperienza ancora più significativa.

Cantina Rocca Sveva

Cantina Rocca Sveva: un’esperienza completa tra vino e territorio

La visita alla Cantina Rocca Sveva è molto più di un semplice tour enologico. È un viaggio dentro la cultura del vino, fatto di storia, tecnica e passione.

Cantina Rocca Sveva

Camminare nelle gallerie scavate nella roccia, ascoltare i racconti e poi ritrovare tutto quel lavoro in un bicchiere rende l’esperienza davvero memorabile.

Cantina Rocca Sveva

Quando una visita riesce a raccontarti davvero un territorio, succede una cosa semplice: vuoi portarne via un pezzo. E così, prima di risalire in auto e ripartire, non potevamo certo andarcene senza acquistare qualche bottiglia di Rocca Sveva.

Il bello dell’enoturismo? Scoprire che dietro ogni bottiglia c’è un mondo intero. Anche quando il viaggio inizia con un’auto futuristica come la Lotus Emeya e finisce con un calice di Amarone tra le mani.

Se volete organizzare una visita alla Cnatina Rocca Sveva, andate sul sito roccasveva.it.

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