Barolo, Barbaresco & Roero: Milano applaude il grande Nebbiolo
Grande successo a Milano per i vini piemontesi: degustazioni, blind tasting e cantine d’eccellenza protagoniste all’Hotel Melià
Si è chiusa con entusiasmo e calici alzati l’edizione 2026 di “Barolo, Barbaresco & Roero”, l’evento promosso da GoWine che lunedì 16 febbraio 2026 ha trasformato l’Hotel Melià in un vero e proprio angolo di Piemonte nel cuore di Milano.

Per un pomeriggio e una serata, Milano ha respirato il profumo del Nebbiolo declinato nelle sue tre grandi denominazioni: Barolo, Barbaresco & Roero.

Tra banchi d’assaggio affollati, dialoghi serrati con i produttori e confronti tra annate, il pubblico – composto da operatori, sommelier e wine lover – ha potuto immergersi in un racconto fatto di territorio, tradizione e continua evoluzione.

Degustazioni, nuove annate e grandi ritorni
Il cuore dell’evento è stato il percorso di degustazione che ha messo a confronto nuove annate e millesimi precedenti, sottolineando uno degli aspetti più affascinanti di questi vini: la loro straordinaria capacità di evolvere nel tempo.
Tra le cantine protagoniste, il nostro maggior riscontro va a Vacca Cascina Principe, Villadoria con la gentilissima Alessandra Aldieri, Cascina Principe, Dosio Vigneti, Cascina Ca’ Rossa, Torraccia del Piantavigna, Bussia Soprana e San Biagio, che hanno saputo raccontare con passione le peculiarità dei propri vigneti e delle rispettive interpretazioni del Nebbiolo.

Un plauso particolare è andato a Cascina Alberta (in particolare a Davide Abram), non solo per la qualità dei vini presentati, ma anche per l’attenzione all’inclusività: le nuove etichette con scrittura braille ci hanno davvero colpito.

Per noi è stata una dimostrazione di come innovazione e sensibilità possano convivere con il rispetto della tradizione.

Molto apprezzati anche i liquori di Antica Distilleria Sibona, perfetti per chiudere la degustazione con una nota aromatica e avvolgente.

L’area Blind Tasting: il vino senza filtri
La grande novità di questa edizione è stata l’area Blind Tasting, attiva nel pomeriggio nella Sala Diamante. Qui i visitatori hanno potuto degustare alla cieca le nuove annate, senza etichette né indicazioni, concentrandosi esclusivamente su profumi, struttura e identità territoriale.

Un’esperienza che ha acceso discussioni, confronti e qualche sorpresa: togliere il nome dalla bottiglia significa ascoltare davvero il vino. E in molti hanno apprezzato questa formula, che ha reso l’evento ancora più dinamico e coinvolgente.

Il Piemonte nel piatto: formaggi e affettati protagonisti
A completare il viaggio sensoriale, il contributo gastronomico del Consorzio Cocconato, che ha offerto una selezione di formaggi e affettati capaci di esaltare le diverse sfumature dei vini in degustazione.

L’abbinamento cibo-vino ha rafforzato il legame con il territorio, trasformando l’esperienza in un racconto a tutto tondo del Piemonte.

Tra un assaggio e l’altro, si percepiva chiaramente la soddisfazione dei produttori e del pubblico. L’edizione 2026 di Barolo, Barbaresco & Roero a Milano si è confermata non solo come evento di riferimento per il vino di qualità, ma come vero momento di incontro tra territori, persone e storie.

E mentre le luci dell’Hotel Melià si spegnevano e gli ultimi calici venivano svuotati, una cosa era chiara: il grande Nebbiolo piemontese continua a conquistare Milano, anno dopo anno, con la forza discreta della sua eleganza e la profondità della sua tradizione.










