Milano Wine Week Awards 2026: l’Italia del vino in sala
MWW Awards 2026: i premiati della sesta edizione, dai ristoranti alle enoteche. Una mappa del vino per viaggiare in Italia
Dietro una carta dei vini che ti fa venire voglia di prenotare c’è sempre qualcuno che l’ha pensata, costruita e difesa. Per questo i Milano Wine Week Awards 2026 meritano attenzione anche da chi viaggia per mangiare e bere bene.

Lunedì 19 ottobre il Milan Marriott Hotel ha ospitato la sesta edizione dei riconoscimenti, nell’ambito della nona edizione di Milano Wine Week. A condurre la serata sono stati la giornalista enogastronomica Francesca Romana Barberini e Federico Gordini, presidente di MWW Group.

Una giuria di firme e palati esperti
A scegliere i vincitori è stata una giuria presieduta da Andrea Grignaffini. Al suo fianco giornalisti, degustatori e professionisti del settore, tra cui Andrea Cuomo de Il Giornale, Lara Loreti de Il Gusto di Repubblica e Stefania Pompele di Dissapore. C’erano anche Ciro Fontanesi, coordinatore del Master ALMA-AIS, e Vania Valentini, Champagne Educator.

Lo sguardo è volutamente trasversale. Una buona selezione di vini non basta se poi manca la capacità di accogliere, consigliare e costruire un rapporto con chi si siede al tavolo.

Dalle tre stelle alle osterie: l’Italia in una carta dei vini
Il cuore dei Milano Wine Week Awards 2026 è il Premio Carta Vini Italia, che raccoglie le migliori cento carte del Paese in dieci categorie. Si parte dall’alta ristorazione, con indirizzi come Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, Uliassi a Senigallia e Le Calandre a Rubano. Poi si scende, senza perdere un grammo di qualità, fino a trattorie, wine bar, bistrot e pizzerie.

Ed è qui che il premio diventa quasi una guida di viaggio. Nell’elenco compaiono la Madonnina del Pescatore nelle Marche, Verdura Resort a Sciacca, il Signum sull’isola di Salina e Terrazza Celè a Positano.

Spuntano anche la Trattoria Serenella nel Monferrato e Pollino Divino a Rotonda, in Basilicata. Basta seguire le carte premiate per costruirsi un itinerario da nord a sud, con il bicchiere sempre in mano.

Il vino italiano che viaggia: da Londra a Hong Kong
Il Best Italian Wine Selection guarda fuori dai confini e premia i ristoranti stranieri che valorizzano le nostre etichette. Quest’anno i riconoscimenti vanno a indirizzi di Londra, Bodrum, Ginevra, Baku e Hong Kong. È un segnale interessante: il vino italiano non si limita a esportarsi, ma trova ambasciatori capaci di raccontarlo in contesti lontanissimi. Un buon motivo per cercare una bottiglia di casa anche quando sei in viaggio dall’altra parte del mondo.

Enoteche, distribuzione e retail: dove il vino si sceglie davvero
Il Premio Wine Retail Italia sposta l’attenzione dalla sala al bancone. Tra le enoteche premiate ci sono Enoclub e La Cantina di Franco a Milano, Meraner Weinhaus a Merano ed Enoteca Scagliola a Napoli.

Per la distribuzione vince Partesa, mentre Milano Restaurant Group è stato scelto come migliore catena di ristorazione. Sono luoghi dove si compra, certo, ma soprattutto dove si chiacchiera e si impara qualcosa.

I premi speciali: le persone prima delle etichette
La parte più umana dei Milano Wine Week Awards 2026 sono i Premi Speciali. Romano Dal Forno ha ricevuto l’ALMA Wine Mentor, mentre la famiglia Lunelli di Ferrari ha vinto il riconoscimento Famiglie del Vino.

Tasca d’Almerita è l’azienda più premiata di Wine List Italia e Masi Agricola ha conquistato il premio GS Open Wine.

Non mancano i professionisti della sala. Il Best Sommelier Under 30 va a Giuseppe Vitiello e Matteo Freni, mentre Carlotta Perilli è la migliore maître.

Agli Amici 1887 di Udine si porta a casa il premio per la migliore accoglienza, e il D’O di Cornaredo quello per il miglior rapporto qualità-prezzo. Per il servizio di sala, premiati Luis Diaz di Piazza Duomo ad Alba e Manuel Tempesta di Villa d’Este a Cernobbio.

Perché questi premi parlano anche a chi viaggia
Federico Gordini ha spiegato che gli Awards nascono per dare visibilità a un lavoro spesso poco raccontato, fatto di ricerca, competenza e conoscenza del territorio. Aggiunge che le abitudini di consumo cambiano e che vanno riconosciuti i professionisti capaci di rinnovare il rapporto con il pubblico.

Per chi ama scoprire l’Italia a tavola, il messaggio è chiaro. Una carta dei vini ben fatta è una porta d’ingresso al territorio, e i Milano Wine Week Awards 2026 ne hanno indicate parecchie.

Dopo i premi, la festa tra bollicine e cucina del territorio
Finita la cerimonia dei Milano Wine Week Awards 2026, la serata è proseguita con una festa di chiusura a base di bollicine e cucina del territorio.

A offrirla sono stati il Franciacorta e i cuochi dell’Alleanza Slow Food di Como e Lecco, con Massimo Croci. Un abbinamento che ha un suo perché: da una parte le bollicine lombarde, dall’altra una cucina legata ai prodotti e ai produttori delle province lariane.

Per i premiati e gli ospiti è stato un modo semplice e conviviale di brindare insieme. Per chi viaggia, è anche un indizio utile: tra Franciacorta, Como e Lecco c’è un weekend gastronomico lombardo tutto da scoprire.
© Foto Gianluca Fiorino – Style&Sport Magazine




